Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a Milano, il 10 settembre 2026, le pre-intese sull’autonomia differenziata sottoscritte dalla Regione con il governo. La decisione, maturata al Pirellone, chiude il percorso in Aula previsto dall'iter regionale per questi importanti accordi. Il voto ha riguardato specificamente quattro ambiti cruciali: la protezione civile, le professioni, la previdenza complementare e integrativa, e la parte della salute strettamente connessa al coordinamento della finanza pubblica.
Un momento di tensione ha preceduto il voto finale.
Prima dell'approvazione, infatti, si è verificata una sospensione dei lavori, richiesta dal gruppo di Fratelli d’Italia. Questa pausa è giunta a seguito di un confronto con l’assessore al Welfare Guido Bertolaso e un acceso dibattito pomeridiano con Romano La Russa. La sospensione ha permesso un confronto interno al gruppo di Fratelli d’Italia, svoltosi alla buvette del Pirellone, al quale ha partecipato anche il governatore Attilio Fontana.
Gli ambiti delle pre-intese approvate
I testi approvati definiscono quattro ambiti fondamentali nel quadro dell'autonomia differenziata. Tra questi rientrano la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare e integrativa. Un'altra area chiave è la salute, specificamente nella sua connessione con il coordinamento della finanza pubblica, una formulazione che circoscrive l'intervento in questo settore.
Il percorso che ha portato all'approvazione odierna ha visto una tappa cruciale il 26 agosto 2026, quando si sono riunite congiuntamente la commissione Affari istituzionali e la commissione Autonomia. L'obiettivo era esaminare i testi, già licenziati dal Parlamento, relativi a quattro materie non-Lep. In quell'occasione, il sottosegretario con delega all’Autonomia, Mauro Piazza, aveva chiaramente indicato agli eletti la volontà di concludere l'intero iter entro il 10 settembre 2026, attraverso l'esame in commissione, il voto sulle risoluzioni e il successivo passaggio in Aula.
Il dibattito politico e l'accelerazione
Durante le fasi che hanno preceduto il voto, la maggioranza regionale ha fermamente sostenuto la necessità di procedere con tempi rapidi, considerandoli essenziali per l'effettiva attuazione del regionalismo differenziato.
Il consigliere leghista Giovanni Malanchini ha sottolineato l'importanza del dossier, definendolo “un passaggio cruciale per l’attuazione concreta del regionalismo differenziato”. Anche Matteo Forte, esponente di Fratelli d’Italia, ha commentato il risultato, collegandolo a un lavoro,