A Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, tutti i sei consiglieri comunali di minoranza hanno rassegnato le proprie dimissioni nel pomeriggio dell’8 settembre 2026. La decisione, che coinvolge l'intera opposizione presente nell'assemblea comunale, è stata motivata dalla mancanza di dialogo con la maggioranza in merito all’accesso antimafia al Comune, avviato a seguito dell’insediamento di una commissione prefettizia in Municipio.
I consiglieri dimissionari sono Maurizio Piscitelli e Francesca Iannone per Forza Italia, Francesco Asteriti della lista civica Isola Prima di Tutto, Andrea Filici del Partito Democratico, e Rosy Pugliese e Luigina Vallone in quota Fratelli d’Italia.
Questa scelta segna l'uscita di tutti i rappresentanti dell'opposizione, includendo sia partiti di rilievo nazionale che una componente civica locale.
L'insediamento della commissione antimafia
La commissione di accesso antimafia si è insediata presso il Municipio l’11 agosto 2026, su disposizione della prefetta di Crotone, Franca Ferraro. Il suo compito è accertare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa dell’ente. Il provvedimento è collegato alle indagini denominate Blizzard-Folgore, Libeccio e Krimata, richiamate nel contesto dell’accesso prefettizio sull’amministrazione comunale.
Le dimissioni sono state comunicate attraverso distinte note stampa.
I gruppi di Forza Italia e Isola Prima di Tutto hanno specificato che la loro scelta “non scaturisce dalla volontà di sostituirsi agli inquirenti o di anticiparne le conclusioni”, ma dalla ferma convinzione che “la coerenza debba valere sempre”. Dal canto suo, Fratelli d’Italia ha espresso la necessità che il sindaco e l’amministrazione considerino un passo indietro, inteso come scelta politica a tutela della città, senza attribuire responsabilità non ancora accertate.
La posizione del Partito Democratico
Nel Partito Democratico la decisione si è concretizzata con le dimissioni del consigliere Andrea Filici e con il rifiuto della surroga da parte dei primi non eletti Francesca Fauci e Gasparre Cavaliere, insieme agli altri candidati della lista dem.
Il circolo locale ha collegato il ritiro della rappresentanza consiliare al mancato avvio immediato di un dibattito sulla situazione politico-amministrativa dell’ente, anche alla luce dell’insediamento della Commissione d’accesso antimafia.
Il PD locale ha sottolineato come le problematiche del territorio – tra cui emergenze ambientali, difficoltà amministrative e il nuovo intervento della Commissione – richiedessero una discussione urgente e non rinviabile. I dem hanno precisato di non voler interferire con il lavoro della Commissione, ma ritengono che la politica debba assumersi le proprie responsabilità. Secondo il partito, permanere in Consiglio avrebbe finito per legittimare una normalità istituzionale che il Partito Democratico non riconosce più.
Nonostante ciò, il partito ha affermato di non voler abbandonare la comunità, promettendo di proseguire l’attività politica al di fuori dell’Aula, attraverso il controllo, la denuncia, la proposta e il dialogo costante con i cittadini.