Gli iscritti del Movimento 5 Stelle sono chiamati a votare sulla piattaforma online del Movimento, dal 18 al 20 settembre 2026, un programma politico articolato in venti aree tematiche. Tra i punti sottoposti alla consultazione, spicca la sezione intitolata "L'Italia ripudia la guerra", che mette al centro il tema del conflitto in Ucraina e propone un cambio radicale nell'approccio italiano ed europeo.
Il passaggio centrale del testo programmatico è chiaro: "Continuare a inviare armi significa allontanare la pace". In questa stessa sezione, il Movimento indica la necessità di una svolta negoziale che tuteli l'Ucraina come Paese aggredito, con il coinvolgimento attivo della comunità internazionale.
Il documento include anche un fermo no al piano Rearm EU e la contrarietà all'innalzamento della spesa per la difesa al 5% del Prodotto Interno Lordo (PIL).
Il programma e la posizione sulla guerra
Il voto riguarda venti aree tematiche del programma. La diciassettesima, specificamente dedicata al principio del ripudio della guerra, contiene le proposte sul conflitto in Ucraina e sulla linea da tenere rispetto all'invio di armi a Kiev. Il testo sollecita un cambio radicale dell'approccio seguito finora da Italia ed Europa, collegando la posizione contraria a nuovi invii militari alla richiesta di una trattativa internazionale.
La formulazione inserita nel programma mantiene il riferimento alla tutela dell'Ucraina come Paese aggredito, ma colloca questo elemento all'interno di una proposta di svolta negoziale.
Nel medesimo passaggio vengono indicati due ulteriori punti chiave: il rifiuto del piano Rearm EU e la decisa contrarietà all'aumento della spesa per la difesa fino al 5% del PIL. Questi elementi sono presentati nella stessa area tematica, a sottolineare la coerenza della linea del Movimento sui temi della guerra e della difesa.
Il dibattito politico sulla questione Ucraina
Il voto online degli iscritti M5s si svolge mentre nel centrosinistra resta aperto il confronto sui contenuti programmatici da portare al tavolo della coalizione. Il nodo dell'Ucraina è uno dei punti più osservati: nel Partito Democratico è emersa attenzione per una possibile formulazione esplicita contro l'invio di nuove armi a Kiev, linea peraltro ribadita da Giuseppe Conte nel percorso di definizione delle proposte.
Nel dibattito interno alla coalizione, alcuni esponenti democratici hanno indicato