Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha delineato il 19 settembre 2026 a Milano, dal palco dell'evento Nova, un orientamento politico netto e deciso. Questo indirizzo, emerso dal confronto interno alla formazione politica, si concentra sul fermo rifiuto di armi, del riarmo e di un'economia di guerra. Conte ha esplicitamente collegato l'esito di questo percorso partecipativo alla costruzione di percorsi di pace, affermando con chiarezza che “Le armi allontanano la pace”. L'intervento si è svolto nell'ambito di Nova, l'iniziativa del Movimento 5 Stelle pensata per coinvolgere la base, che ha avuto luogo a Milano il 19 e 20 settembre, segnando la conclusione di un processo di partecipazione avviato nei mesi precedenti.
Conte ha definito il risultato di questo approfondito confronto come un mandato chiaro e ben preciso. Nel suo discorso, ha sottolineato l'imperativo di costruire percorsi di pace, ribadendo che la guerra non conduce ad alcuna soluzione positiva. Il punto focale del suo intervento è stato il categorico no alle armi, il no al riarmo e il no a un'economia di guerra. In questa prospettiva, il leader pentastellato ha evidenziato la necessità di orientare gli investimenti verso i bisogni di cittadini, famiglie e imprese, citando settori cruciali come gli asili nido, le scuole, la ricerca, l'università e l'innovazione. Questo messaggio ha marcato una netta distinzione tra tali investimenti e i "cantieri di guerra" o gli "arsenali pieni di armi".
Il mandato politico emerso dal confronto Nova
Dal palco di Nova, Giuseppe Conte ha presentato la posizione emersa dal confronto interno come una chiara linea politica orientata alla pace. Il riferimento al mandato sottolinea il percorso partecipativo che ha preceduto l'appuntamento milanese, un processo che ha raccolto le priorità e i temi proposti direttamente dalla base del Movimento 5 Stelle. Nel passaggio dedicato alla spesa pubblica, il presidente M5S ha collegato in modo esplicito la scelta politica a investimenti sociali e produttivi, ponendo l'attenzione su servizi essenziali per l'infanzia, l'istruzione, la ricerca, l'università e l'innovazione. La formula adottata nel suo discorso ha contrapposto in modo netto questi interventi al riarmo e a un'economia costruita intorno alla guerra.
Il contenuto dell'intervento di Conte ha ripreso e rafforzato un tema già centrale nel percorso di Nova: lo stop al riarmo e la promozione della pace. Nei documenti preparatori del confronto, il tema "stop riarmo/pace" è risultato essere uno degli argomenti concreti più ricorrenti, comparendo in 53 dei 107 report analizzati. Questo dato evidenzia la significativa presenza del tema all'interno dei report, riflettendo l'importanza della questione nel dibattito tra attivisti e simpatizzanti coinvolti dall'iniziativa Nova. La questione ha dunque permeato l'intero confronto, fungendo da sfondo per le discussioni e le proposte emerse.