Da Perugia, il 1 settembre 2026, Riccardo Augusto Marchetti, deputato e segretario della Lega in Umbria, ha criticato l’iniziativa del Comitato per la convocazione del congresso federale della vecchia Lega Nord. Marchetti ha rilevato una “contraddizione evidente” nelle parole di Gianluca Pini: l'asserita assenza di ambizioni politiche e la volontà di creare un contenitore elettorale.
La posizione di Marchetti verte sulla natura dell’iniziativa. Ha definito “prospettive inconciliabili” l’idea di non avere finalità politiche e di riutilizzare un soggetto politico e il suo simbolo per scopi elettorali.
Ha distinto tra un congresso per chiudere la Lega Nord e un tentativo di riattivarne struttura e simbolo per fini politici.
I 49 milioni e l'eredità della Lega Nord
Marchetti ha collegato la discussione alla vicenda dei 49 milioni di euro della Lega Nord. Ha richiamato la responsabilità di Matteo Salvini nella gestione dell'eredità, affermando che chi intende riappropriarsi di quel contenitore dovrebbe chiarire se intenda farsene carico per intero. Il chiarimento non può limitarsi agli aspetti convenienti, ma deve includere l’intera eredità della struttura.
Il parlamentare ha precisato che la sua non è una critica personale a Pini. La questione riguarda la differenza tra chiudere una fase politica e riaprirla per competere elettoralmente.
Nel suo ragionamento, Marchetti ha incluso la distanza di Attilio Fontana dal Comitato, indicata come posizione distinta dal dibattito interno alla Lega.
Il Comitato per il congresso federale
L’iniziativa citata da Marchetti è promossa da un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali. Essi mirano al controllo della vecchia Lega Nord attraverso il Comitato per la convocazione del congresso federale.