A Roma, il 17 settembre 2026, si è acceso un vivace botta e risposta sui social media tra il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Al centro del dibattito si è posto il tema del bollo auto, una questione fiscale che ha riacceso vecchie polemiche e ha stimolato un confronto diretto tra i due esponenti politici.

L'iniziativa dello scambio è partita da un intervento di Renzi sulla piattaforma X, dove l’ex presidente del Consiglio ha richiamato una controversia risalente al maggio 2016. Nel suo messaggio, Renzi ha collegato la discussione attuale sulla tassa automobilistica a una serie di misure fiscali significative, rivendicandone la paternità e l'efficacia durante i periodi dei suoi governi.

Nello specifico, Renzi ha espresso un giudizio favorevole sull'idea di eliminare il bollo auto per alcune categorie specifiche di veicoli e per i motorini, sottolineando che "Abbassare le tasse è sempre una buona idea". A supporto di questa tesi, ha rievocato alcuni provvedimenti adottati "dieci anni fa", tra cui l'abolizione dell'Imu sulla prima casa, l'intervento sull'Irap legato al costo del lavoro, la riduzione del canone televisivo con un sistema di pagamento esteso a tutti, e l'introduzione degli "80 euro". Ha inoltre affermato di aver promosso, con cadenza annuale, diverse iniziative volte a restituire risorse economiche ai cittadini.

La riemersione della polemica del 2016

Un elemento centrale dello scontro è stato il richiamo, da parte di Renzi, a un contenuto pubblicato nel maggio 2016 e attribuito all'attuale premier, Giorgia Meloni.

In quel messaggio, Meloni aveva criticato aspramente gli annunci di Renzi sull'abolizione del bollo auto e sul taglio dell'Irpef, inquadrandoli nel contesto della campagna elettorale e dell'arresto di un sindaco del Partito Democratico. In quell'occasione, Meloni aveva etichettato l'allora presidente del Consiglio come un "venditore di pentole". Il recupero di questa vecchia accusa da parte di Renzi ha avuto lo scopo di mettere in evidenza la coerenza o meno delle posizioni politiche nel tempo, confrontando la critica passata con l'attuale dibattito sul bollo auto.

La replica di Meloni non si è fatta attendere ed è giunta, sempre attraverso i canali social, nella mattinata. La presidente del Consiglio si è rivolta direttamente a Renzi con una frase incisiva: "Bravo Matteo.

Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare". Questa risposta ha spostato il fulcro del confronto dal merito delle proposte fiscali alla distinzione tra mere promesse e la concreta attuazione delle politiche, mantenendo il contesto della discussione sulla tassa automobilistica.

La controreplica di Renzi: annunci contro risultati

La controreplica del leader di Italia Viva è stata immediata. Rivolgendosi alla presidente del Consiglio, Renzi ha espresso il suo apprezzamento per il fatto di essere seguito sui social. Nel medesimo intervento, ha rivendicato con forza la realizzazione di importanti misure durante i suoi mandati, citando nuovamente gli "80 euro", il piano "Industria 4.0", l'intervento sull'Irap per il costo del lavoro e l'eliminazione dell'Imu sulla prima casa.

A conclusione del suo messaggio, Renzi ha mosso un'accusa diretta a Meloni, sostenendo che la premier "ha annunciato molto e realizzato poco", riaffermando la sua tesi sulla differenza tra promesse e fatti concreti nell'azione di governo.