Matteo Renzi, in un estratto del suo libro Quando c’era lei. L’Italia dopo Giorgia Meloni, edito da Solferino, analizza il cruciale rapporto tra le prossime elezioni politiche, il futuro del centrosinistra e la presidenza della Repubblica. Il leader di Italia Viva espone una tesi netta: un’eventuale vittoria di Giorgia Meloni nelle Politiche del 2027 non solo consoliderebbe la sua leadership, ma potrebbe spingerla a un “all-in” politico, puntando direttamente al Quirinale. Per Renzi, la capacità degli avversari di presentarsi uniti rappresenta il fattore determinante per scongiurare tale scenario.
Renzi argomenta che l’ascesa di Meloni al governo fu agevolata non solo dai voti ottenuti, ma anche dalla divisione degli avversari in tre blocchi distinti. Da questa constatazione deriva la sua ferma convinzione sulla necessità di un centrosinistra unito. Questa unità, evidenzia, non deve limitarsi a una mera intesa elettorale o a un semplice “campo largo”, ma deve fondarsi su idee e proposte concrete per il futuro del Paese, includendo anche una forza riformista di centro-sinistra. L’obiettivo è chiaro: impedire il ritorno di Meloni al potere, e per farlo, l’unità è indispensabile, purché sia costruita su basi programmatiche condivise e non richieda abiure sulle scelte passate.
Gli scenari futuri e la posta in gioco
Nel suo saggio, Renzi delinea con precisione gli scenari politici che, a suo avviso, rappresentano la vera posta in gioco delle prossime elezioni. Tra questi, spiccano il possibile ritorno di Matteo Salvini al Ministero dell’Interno, l’ascesa di Roberto Vannacci a Palazzo Chigi e, soprattutto, l’elezione di Giorgia Meloni al Quirinale, subentrando a Sergio Mattarella. Questo quadro, avverte il leader di Italia Viva, prefigura un’evoluzione verso un presidenzialismo di fatto, qualora il centrodestra dovesse prevalere. Per Renzi, le Politiche del 2027 assumeranno il carattere di un vero e proprio referendum sull’assetto istituzionale del Paese.
Il ragionamento di Renzi prosegue con il concetto di “all-in” politico.
Egli ipotizza che, in caso di una netta vittoria, Giorgia Meloni e la sua maggioranza potrebbero sfruttare la finestra temporale fino alla scadenza del mandato del Presidente Mattarella, prevista prima delle elezioni Europee del 2029. L’obiettivo sarebbe l’elezione di Meloni stessa alla presidenza della Repubblica nel 2029, un passo che, nelle sue previsioni, porterebbe a una sostanziale trasformazione delle funzioni del Quirinale, avvicinandole a un modello di presidenzialismo di fatto. Questa mossa, a suo giudizio, potrebbe rendere superfluo un referendum costituzionale formale per l'introduzione del presidenzialismo, realizzandolo di fatto attraverso l'occupazione della più alta carica dello Stato.