Il legale di Ilaria Salis, Gaspare Emanuele Trizzino, è intervenuto a Milano il 12 settembre 2026 per fare chiarezza sulla vicenda che ha coinvolto il conto corrente dell'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra. Trizzino ha categoricamente smentito che Salis si sia rifiutata di onorare gli impegni economici derivanti da una condanna relativa a due suoi ex collaboratori parlamentari, ribadendo che “nessuna richiesta di pagamento le è stata portata compiutamente a conoscenza”.
La dichiarazione del legale mira a dissipare ogni dubbio in merito al pignoramento presso terzi del conto corrente dell'onorevole, una misura che ha fatto seguito al mancato versamento di alcune spese legali.
Questa procedura è direttamente collegata a una sentenza di primo grado che ha condannato Salis a risarcire due ex collaboratori parlamentari per un ammontare complessivo stimato in circa 300 mila euro. L'importo specifico oggetto del pignoramento, relativo alle sole spese legali, ammonta invece a circa 7 mila euro.
Chiarimenti sulle notifiche e la disponibilità al pagamento
Un aspetto cruciale sollevato da Trizzino riguarda la presunta inefficacia delle notifiche. Il legale ha sottolineato che, sebbene Ilaria Salis sia regolarmente titolare di un domicilio digitale iscritto nell'Indice nazionale dei domicili digitali, non le sarebbero mai stati recapitati a tale indirizzo né l'atto di precetto né l'atto di pignoramento.
Questa circostanza, secondo la ricostruzione fornita, avrebbe impedito all'eurodeputata di avere piena contezza dell'importo esatto richiesto e, soprattutto, di ottenere le coordinate bancarie necessarie per poter effettuare il pagamento.
La difesa ha inoltre precisato che Salis aveva già provveduto a incaricare i propri difensori di stabilire un contatto con le controparti, con l'obiettivo di proporre una soluzione di definizione rateale delle somme che dovessero eventualmente risultare a suo carico. La posizione espressa è inequivocabile: la situazione attuale non è frutto di un rifiuto di adempiere, ma piuttosto di una oggettiva mancanza di informazioni complete e operative. L'eurodeputata si è dichiarata pienamente disponibile a corrispondere quanto dovesse risultare effettivamente dovuto, ma solo dopo aver ricevuto tutte le comunicazioni formali necessarie e una volta conclusi i giudizi in corso.
Il percorso giudiziario in Corte d'Appello
La condanna alle spese legali, che ha innescato l'attuale procedura di pignoramento, è stata oggetto di impugnazione e sarà riesaminata dalla Corte d'Appello di Milano. L'udienza d'appello è fissata per il mese di ottobre, e da essa si attendono nuovi sviluppi sulla vicenda. La controversia giudiziaria che ha dato il via a questo iter legale ha avuto origine da una vertenza con due ex collaboratori parlamentari di Ilaria Salis, i quali avevano contestato il loro licenziamento, sostenendo l'assenza di una giusta causa. La sentenza di primo grado, ora sotto esame, aveva dato ragione ai collaboratori, portando alla condanna per le spese e il risarcimento.