A Milano, il 21 settembre 2026, Matteo Salvini ha annunciato, al termine del Consiglio federale riunito in via Bellerio, che l'organismo ha confermato all'unanimità la fiducia nel suo ruolo di segretario. Tuttavia, il leader della Lega ha contestualmente indicato il congresso straordinario del partito come la sede deputata ad avere l'ultima parola sulla leadership, una decisione che segue un'intensa discussione interna dedicata al percorso congressuale.

Salvini ha sottolineato la fiducia unanime ricevuta, un passaggio che intende sottoporre al congresso, definito come voce dei militanti, dei sindaci e dei territori, per una consultazione estesa.

La sua dichiarazione si è conclusa con un'apertura a nuovi scenari: “Conto e mi aspetto che si candidi qualcuno d'altro”, suggerendo l'attesa di possibili sfidanti per la segreteria.

Il ruolo del congresso e le attese candidature

La riunione in via Bellerio è stata un momento chiave. Salvini ha distinto chiaramente tra la fiducia espressa dal Consiglio federale e la decisione congressuale, presentando il congresso come un forum più inclusivo e rappresentativo di militanti, sindaci e territori del partito.

La posizione di Salvini è chiara: la scelta definitiva sulla leadership spetta al congresso, nonostante la fiducia confermata. Non sono state fornite indicazioni su date, modalità di voto o nomi di candidati formalizzati.

Il leader della Lega ribadisce l'attesa di almeno un'altra candidatura, un elemento che potrebbe animare il dibattito interno.

Le dinamiche interne e i nomi in discussione

Il parlamentino della Lega definirà le regole per l'elezione del segretario. Solo dopo tale definizione potranno emergere le intenzioni di eventuali sfidanti. Tra i nomi che circolano figurano Luca Zaia, Attilio Fontana, Romeo e Fedriga. Tuttavia, nessuno di questi ha finora manifestato ufficialmente l'intenzione di candidarsi, lasciando aperte tutte le possibilità per la prossima fase politica del partito.