Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, è intervenuta a Lecce il 6 settembre 2026, esprimendo forti preoccupazioni sulla vicenda ex Ilva e sulle numerose vertenze industriali aperte in Puglia. A margine dell'evento organizzato dall'Accademia della carità Prendersi cura, Schlein ha collegato la complessa situazione di Taranto al più ampio quadro regionale, menzionando anche la vertenza Natuzzi.

Secondo la leader dem, la Puglia si trova ad affrontare questioni industriali di notevole rilevanza. Sulla cruciale questione di Taranto, la sua impressione è che “il governo più che una soluzione stia cercando un alibi”.

Ha sottolineato il tempo trascorso senza interventi concreti, nonostante le richieste avanzate anche dal tribunale, evidenziando il rischio che l'inerzia ricada pesantemente sui cittadini tarantini e sui lavoratori.

Schlein ha richiamato l'attenzione sulle 2.500 lettere di licenziamento che riguardano i lavoratori dell'indotto, chiedendo al governo maggiore serietà. Ha criticato aspramente le manifestazioni di interesse non concretizzate, l'assenza di soluzioni prospettate e la rimozione dei fondi pubblici destinati ai forni elettrici, elementi che a suo dire aggravano ulteriormente la crisi.

Appello alla Presidenza del Consiglio

Nel suo intervento, Elly Schlein ha rivolto un appello diretto alla Presidenza del Consiglio e, in particolare, alla presidente Giorgia Meloni: togliere il dossier ex Ilva al ministro Urso e seguirlo personalmente.

La segretaria del Partito Democratico ha esteso la portata di tale richiesta, non limitandola al solo caso di Taranto, ma collegandola al futuro industriale dell'intero Paese.

Un passaggio centrale del suo discorso ha ribadito con forza che “senza un intervento pubblico forte sarà impossibile trovare una soluzione”. La posizione espressa a Lecce include esplicitamente il coinvolgimento delle partecipate pubbliche, inteso come un'assunzione di responsabilità statale, accompagnata da un piano e un progetto concreti. Schlein ha avvertito che, in assenza di un tale percorso, la regione e il Paese si dirigono verso un disastro sociale, una prospettiva che non deve essere in alcun modo consentita.

Allarme sindacale sull'ex Ilva

Il contesto della vertenza è ulteriormente aggravato dall'allarme lanciato dai sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Usb in merito alla situazione dell'ex Ilva di Taranto. I sindacati hanno collegato le gravi difficoltà attuali all'avvio della procedura di licenziamento che interessa i primi 2.500 lavoratori, evidenziando una crisi che richiede interventi urgenti e risolutivi.