L'Aula del Senato ha respinto il sub-emendamento presentato dalle opposizioni, a prima firma del senatore Dem Dario Parrini, che mirava a introdurre il voto di preferenza e a sopprimere i capolista bloccati. La decisione è giunta il 10 settembre 2026, nel corso dell'esame della legge elettorale, un tema di grande rilevanza nel dibattito politico. La votazione si è conclusa con 68 voti favorevoli e 99 contrari, sancendo la bocciatura della proposta.

Sulla proposta di modifica all'emendamento di maggioranza, il governo aveva scelto di rimettersi alla decisione dell'Aula, astenendosi dall'esprimere un orientamento vincolante.

L'esito della votazione ha immediatamente scatenato la reazione delle opposizioni, con cori di “Vergogna!” levatisi dai loro banchi. Questo specifico passaggio parlamentare ha acceso i riflettori su aspetti cruciali della riforma, in particolare sul meccanismo di scelta dei candidati da parte degli elettori e sulla persistenza dei capolista bloccati nel testo in discussione.

Dettagli del sub-emendamento sulle preferenze

Il sub-emendamento, a prima firma del senatore Parrini, si inseriva come modifica all'emendamento 1.6 del disegno di legge n. 1971. Il testo depositato in Senato prevedeva che ogni elettore potesse esprimere un voto di lista e fino a un massimo di due voti di preferenza. Questi ultimi avrebbero dovuto riguardare candidati di sesso diverso all'interno della medesima lista, da indicare su un'unica scheda recante il contrassegno della lista prescelta.

La proposta definiva anche le modalità di espressione del voto: l'elettore avrebbe dovuto tracciare un segno con la matita sul rettangolo contenente il contrassegno della lista scelta. Il documento specificava inoltre che le preferenze prive della necessaria chiarezza, tale da non permettere di distinguere un candidato dagli altri della stessa lista, sarebbero state considerate nulle.

L'esito della votazione in Aula

La bocciatura del sub-emendamento è avvenuta nell'Aula di Palazzo Madama, durante la fase di esame della legge elettorale. I numeri della votazione, con 68 voti favorevoli e 99 contrari, hanno sancito il respingimento della proposta avanzata dalle opposizioni. Come anticipato, il governo aveva scelto di rimettersi alla decisione dell'Aula, senza fornire indicazioni vincolanti sulla modifica.

L'elemento centrale della seduta parlamentare rimane il mancato via libera al sub-emendamento che proponeva le preferenze e la soppressione dei capolista bloccati. La proposta, sottoscritta da Parrini e da altri senatori, si inseriva nel più ampio dibattito parlamentare sull'emendamento di maggioranza alla legge elettorale.