Il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, ha presentato il 13 settembre 2026 due proposte per l'Abruzzo: uno Statuto speciale delle aree interne e una Zona ad Economia Fragile (ZEF) regionale. L'obiettivo è il rilancio delle zone interne e dei comuni con economie fragili, tramite politiche pubbliche differenziate e misure mirate.
Lo Statuto speciale delle zone interne, come chiarito da Di Pangrazio, non mira all'autonomia istituzionale, ma a un "regime differenziato di politiche pubbliche". La proposta intende definire un quadro di interventi specifici per le aree più svantaggiate, senza alterare l'assetto istituzionale.
Di Pangrazio ha enfatizzato l'importanza di consentire ai cittadini di vivere nelle aree interne "senza dover scontare svantaggi derivanti dalla propria collocazione geografica". L'obiettivo è eliminare le penalizzazioni geografiche, promuovendo pari opportunità per i residenti dei comuni interni e delle aree economicamente vulnerabili dell'Abruzzo.
La Zona a Economia Fragile (ZEF)
La seconda iniziativa è l'istituzione di una Zona a Economia Fragile regionale (ZEF). Ispirata al modello delle Zone Economiche Speciali (ZES), prevede la delimitazione di un'area regionale "fragile". Qui, le aziende potrebbero accedere a agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative e altre misure di favore, per essere più competitive rispetto alle zone economicamente più forti dell'Abruzzo.
Nello schema di Di Pangrazio, la ZEF si rivolgerà alle imprese che trasferiscono le sedi nei Comuni interni, assumono residenti e investono in innovazione. Per queste, si ipotizza un'esenzione totale dell'Irap per i primi cinque anni e un'aliquota ridotta per i successivi cinque. Questo pacchetto di incentivi mira a stimolare crescita e occupazione, favorendo lo sviluppo sostenibile delle aree interne abruzzesi.