La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha espresso un giudizio molto positivo sull’iniziativa di creare un hub universitario a Pordenone. L’obiettivo primario di tale progetto è l’attrazione di studenti stranieri, una strategia che mira a contrastare e mitigare gli effetti della denatalità. Questa importante dichiarazione è stata rilasciata a Pordenone il 10 ottobre 2026, nel corso di un punto stampa che ha concluso la sua visita presso gli stabilimenti della Cimolai di Porcia.
L’idea di questo polo accademico è stata presentata alla ministra Bernini congiuntamente dal ministro Luca Ciriani e dal sindaco di Pordenone, Alessandro Basso.
La ministra ha tenuto a precisare che la finalità del progetto non è quella di trattenere forzatamente gli studenti locali nella città, bensì di incentivare l’arrivo di nuove leve accademiche provenienti dall’estero. Bernini ha inoltre collegato questa visione alla necessità di affrontare il calo demografico, pur rimarcando che la denatalità rappresenta una questione complessa che richiede l’implementazione di soluzioni articolate e multifattoriali.
L’internazionalizzazione come pilastro strategico
Per la ministra Bernini, il concetto cardine su cui si fonda questa proposta è l’internazionalizzazione sia della formazione superiore che della ricerca scientifica. Ha sottolineato con forza che «La formazione e la ricerca non vivono di confini ma di connessioni», evidenziando l’importanza di un approccio globale.
In questa prospettiva, un hub di alta formazione a Pordenone è concepito per fungere da catalizzatore, capace di attrarre un significativo numero di studenti da paesi esteri e, al contempo, di offrire agli studenti italiani preziose opportunità di esperienza e studio all’estero.
La ministra ha descritto il modello proposto come un vero e proprio sistema di scambio culturale e accademico, basato su un dinamico flusso in entrata e in uscita. L’accento sull’attrazione di studenti stranieri rimane l’elemento centrale dell’ipotesi discussa a Pordenone: l’intento non è vincolare la permanenza degli studenti residenti, ma piuttosto potenziare la capacità della città di inserirsi e prosperare all’interno di una vasta rete di interconnessioni universitarie e formative a livello internazionale, arricchendo il proprio tessuto culturale e accademico.
Pordenone: tra cultura e prospettive future
La ministra Bernini ha altresì richiamato l’imminente e prestigioso appuntamento di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Ha stabilito un chiaro collegamento tra il progetto dell’hub universitario e il tema della contaminazione culturale, indicando l’internazionalizzazione come uno strumento fondamentale per rafforzare e valorizzare questo percorso culturale. Ha ribadito con convinzione che gli ambiti della formazione e della ricerca costituiscono i pilastri principali su cui si basa questa innovativa proposta per la città.
Pordenone ha ottenuto il titolo di Capitale italiana della Cultura 2027.