Si è conclusa a Perugia, nella Sala dei Notari, l’Assemblea nazionale delle Città per la pace, un evento che ha riunito numerosi rappresentanti istituzionali. I lavori, tenutisi il 10 ottobre 2026, sono stati chiusi da Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia e del Coordinamento degli enti nazionali per la pace e i diritti. L’occasione ha celebrato anche il quarantesimo anniversario della fondazione del Coordinamento.

Nel suo intervento, Presciutti ha evidenziato il valore dell’accoglienza e la necessità di costruire una proposta “dal basso” per i futuri governi nazionale ed europeo.

L’obiettivo è un mondo più attento ai bisogni delle persone, senza esclusioni. “Siamo una città che accoglie”, ha dichiarato il presidente, collegando la conclusione dell’assemblea all’impegno degli enti locali per questa visione.

Il Giro d’Italia per la Pace e il ruolo delle comunità

La mattinata è stata dedicata all’Assemblea grande del Giro d’Italia per la pace, iniziativa che mira a ricostruire una coscienza, una cultura e una politica di pace nel Paese. Delegati da ogni regione hanno partecipato, portando testimonianze sull’impegno dei propri enti e presentando nuove idee progettuali.

Il documento finale della due giorni perugina ha posto l’accento sulla costruzione della pace a partire dalle città.

Queste sono riconosciute come i luoghi dove le persone vivono quotidianamente e realizzano i propri progetti. “La costruzione della pace comincia dalle città, ovvero dai luoghi dove le persone cercano ogni giorno di vivere e di realizzare i propri sogni”, si legge nel testo, sottolineando la centralità delle comunità locali.

Le richieste alle istituzioni e le responsabilità locali

Un appello è stato rivolto a forze politiche, Parlamento e Governo affinché riconoscano le città come infrastrutture essenziali per la pace, la democrazia e la coesione sociale. Si chiede inoltre di garantire a Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni le condizioni operative per esercitare pienamente le responsabilità indicate dall’assemblea.

Il testo ha richiamato i compiti che gravano su Comuni e Province, tra cui il sostegno a persone e famiglie in difficoltà economica e la garanzia di adeguati servizi educativi e sociali. Il documento prosegue elencando altre responsabilità cruciali, sebbene il testo fornito si interrompa qui: "garantire ade".