Il 13 ottobre 2026, a Genova, il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha formalizzato la firma dell'accordo sull'autonomia differenziata per la Liguria. La sottoscrizione è avvenuta in Prefettura, seguendo il protocollo per la firma a distanza, dopo aver ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri. Questa intesa si inserisce in un più ampio percorso che vede coinvolte anche Lombardia, Piemonte e Veneto, e si concentra su cinque ambiti cruciali: la tutela della salute, il coordinamento della finanza pubblica, la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare e integrativa.

La decisione di Bucci di non recarsi a Roma per la firma è stata motivata dalla sua volontà di rimanere sul territorio ligure durante la mobilitazione dei lavoratori dell'ex Ilva. Questo gesto ha sottolineato l'importanza della presenza istituzionale in momenti di vertenza locale. L'accordo, che chiude per la Liguria il passaggio formale nell'iter dell'autonomia differenziata, è stato definito dal presidente regionale un «passaggio importante per portare la Liguria verso un modello di Regione più moderno ed efficiente».

I settori chiave dell'accordo per la Liguria

L'accordo siglato definisce l'autonomia differenziata per la Liguria in cinque aree specifiche. Tra queste, la tutela della salute assume un ruolo centrale, affiancata dal coordinamento della finanza pubblica, un aspetto fondamentale per la gestione economica regionale.

La protezione civile rappresenta un altro pilastro dell'intesa, mirato a rafforzare la capacità di risposta del territorio. Completano il quadro le materie relative alle professioni e alla previdenza complementare e integrativa, settori strategici per lo sviluppo sociale ed economico della regione. La sottoscrizione di questi ambiti mira a conferire alla Liguria maggiori competenze e responsabilità nella gestione di servizi essenziali e politiche locali.

Il processo di firma e il contesto nazionale

La procedura di firma, avvenuta in Prefettura a Genova, ha seguito un protocollo che consente la sottoscrizione a distanza, garantendo la validità dell'atto nonostante l'assenza fisica del presidente Bucci a Roma.

Questo passaggio è giunto dopo l'approvazione del Consiglio dei ministri, che ha dato il via libera all'iter dell'autonomia differenziata per le regioni che ne hanno fatto richiesta. La Liguria, insieme a Lombardia, Piemonte e Veneto, rientra in questo percorso, per il quale sono stati approvati i disegni di legge necessari a completare l'iter legislativo. L'obiettivo è quello di permettere a queste regioni di acquisire maggiori margini di manovra su materie specifiche, in linea con i principi dell'autonomia differenziata.

La scelta di Bucci: vicinanza al territorio

La giornata del 13 ottobre 2026, segnata dalla firma dell'accordo, ha coinciso con un'importante mobilitazione dei lavoratori dell'ex Ilva.

La decisione del presidente Marco Bucci di rimanere a Genova, anziché recarsi a Roma per la sottoscrizione, è stata una chiara espressione della sua volontà di assicurare la presenza delle istituzioni sul territorio durante un momento di significativa vertenza. Questa scelta ha permesso al presidente regionale di seguire da vicino gli sviluppi della situazione, ribadendo l'impegno della Regione nei confronti delle questioni locali e dei suoi cittadini. L'utilizzo del protocollo per la firma a distanza ha reso possibile conciliare le esigenze istituzionali con la necessità di vicinanza alla comunità.