Il Consiglio regionale della Calabria ha dato il via libera all'abrogazione delle modifiche allo Statuto regionale, precedentemente introdotte nel marzo 2026. La decisione, maturata a Reggio Calabria il 5 ottobre 2026, alle ore 19:10, riguarda in particolare la possibilità di incrementare il numero degli assessori in Giunta da sette a nove e di istituire due figure di sottosegretari alla presidenza. Contestualmente, l'Aula ha approvato una seconda proposta di legge che dispone la sospensione dell'indizione del referendum confermativo relativo a tali modifiche statutarie.
Il voto in Consiglio ha dunque sancito due passaggi cruciali e strettamente interconnessi: da un lato, l'eliminazione delle disposizioni statutarie che avrebbero ridefinito la composizione della Giunta e introdotto i sottosegretari alla presidenza; dall'altro, l'arresto della procedura referendaria che era stata avviata proprio in relazione a quelle stesse modifiche. La seduta è stata caratterizzata da un acceso scontro in Aula tra i banchi della maggioranza e quelli delle opposizioni, con interventi mirati da parte dei rappresentanti dei vari gruppi consiliari.
Il dibattito e le posizioni politiche
Durante il confronto, la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, ha rivolto un duro attacco al presidente della Regione, Roberto Occhiuto.
Nelle sue dichiarazioni, la Scutellà ha affermato: “Mentre la Calabria si infiamma, il nostro presidente continua a tessere la propria tela per dirigere Forza Italia”, evidenziando una critica alla gestione politica regionale. A seguire, Vincenzo Bruno, esponente del gruppo Tridico Presidente, ha sottolineato l'importanza della battaglia condotta dalla minoranza, che ha, a suo dire, costretto la maggioranza a riconsiderare le proprie decisioni. Rosellina Madeo, del Partito Democratico, ha interpretato l'intera operazione come un'azione tecnico-legislativa volta a "neutralizzare la politica", con l'obiettivo esplicito di eludere la consultazione elettorale referendaria.
La maggioranza ha prontamente replicato alle accuse delle opposizioni attraverso gli interventi dei suoi rappresentanti.
Giacomo Pietro Crinò, del gruppo Occhiuto Presidente, ha definito il voto come un "atto di buon senso", giustificando la scelta politica. Piercarlo Chiappetta, di Forza Italia, ha censurato il giudizio ritenuto eccessivamente negativo che la minoranza tenderebbe a esprimere sulla Regione e sulle sue istituzioni. Infine, Riccardo Rosa, di Noi Moderati, ha evidenziato quella che ha definito una contraddittorietà delle opposizioni, argomentando che "prima si sono espresse in maniera contraria alla istituzione delle nuove figure e oggi si scagliano contro una norma che voteranno favorevolmente", sottolineando una presunta incoerenza nelle posizioni politiche avversarie.
Le modifiche statutarie abrogate
Le norme che sono state oggetto di abrogazione erano state integrate nel testo coordinato dello Statuto regionale tramite la legge regionale del 3 marzo 2026. Questa legge aveva introdotto le disposizioni relative all'ampliamento della Giunta e all'istituzione delle figure dei sottosegretari, ora revocate dal recente provvedimento del Consiglio regionale.