Il Movimento 5 Stelle alla Camera ha annunciato l'8 ottobre 2026, da Roma, l'abolizione dell'adeguamento Istat dei vitalizi, una decisione significativa per i trattamenti degli ex parlamentari. La misura è stata assunta nella mattinata dello stesso giorno dall'ufficio di presidenza di Montecitorio, presieduto da Lorenzo Fontana, e segue il precedente taglio dei vitalizi che il M5S attribuisce alla delibera di Roberto Fico. Il gruppo parlamentare ha presentato il provvedimento come un ulteriore risultato nella sua azione, con l'espressione: “Portiamo a casa un altro risultato”.

La nuova misura a Montecitorio

La delibera dell'ufficio di presidenza della Camera dei deputati elimina l'adeguamento Istat applicato ai vitalizi. Il M5S ha sottolineato che questa misura genererà ulteriori risorse, destinate ai bisogni dei cittadini, aggiungendosi ai risparmi già ottenuti. L'iniziativa rientra nella battaglia del Movimento contro i “privilegi della politica”. La comunicazione non ha fornito dettagli su importi, percentuali o scadenze operative oltre all'abolizione.

Il contesto delle riforme previdenziali

La Camera ha già riformato la disciplina del trattamento economico dei deputati. Con deliberazioni del 14 dicembre 2011 e del 30 gennaio 2012, l'ufficio di presidenza ha superato l'assegno vitalizio, in vigore fin dalla prima legislatura del Parlamento repubblicano.

Dal 1° gennaio 2012, è stato introdotto un trattamento pensionistico basato sul sistema di calcolo contributivo. La disciplina attuale prevede che i deputati cessati dal mandato conseguano il diritto alla pensione a 65 anni di età e dopo almeno cinque anni di mandato.