La Cgil Sardegna, insieme a una significativa delegazione di studenti, si prepara a partecipare alla mobilitazione nazionale in programma a Roma il 17 ottobre 2026. L'adesione e le motivazioni di questa importante iniziativa sono state illustrate a Cagliari il 16 ottobre 2026, durante una conferenza stampa tenutasi presso la sede del sindacato. La segretaria regionale, Simona Fanzecco, ha evidenziato le molteplici ragioni che spingono alla partecipazione, citando il peso crescente del carovita, l'aumento dei costi del carburante, la critica situazione del sistema sanitario, la persistente precarietà del lavoro e le numerose vertenze industriali ancora irrisolte.

Fanzecco ha riassunto la determinazione del sindacato con la frase: “abbiamo più di una ragione per andare a manifestare a Roma domani”.

Il sindacato sardo aderisce alla manifestazione nazionale promossa dalla piattaforma “La Via Maestra”. La segretaria regionale ha inoltre collegato la mobilitazione alle perduranti problematiche legate ai trasporti e alla continuità territoriale, fattori che hanno purtroppo limitato l'ampiezza della delegazione in partenza dall'isola. Nel corso della stessa conferenza stampa, la Cgil Sardegna ha espresso una ferma critica nei confronti delle politiche economiche del governo Meloni, puntando il dito contro gli ingenti investimenti in armi e sottolineando il crescente disagio che affligge giovani, lavoratrici, lavoratori e pensionati.

La segretaria ha anche contestato la scarsa attenzione del governo verso la Sardegna, in particolare in relazione alle condizioni delle carceri e dei detenuti sottoposti al regime del 41-bis.

Le richieste del sindacato e degli studenti

Nei giorni precedenti alla manifestazione, la Cgil ha inviato una comunicazione a tutti i sindaci della Sardegna, con l'obiettivo di condividere le ragioni della mobilitazione e coinvolgere attivamente le amministrazioni locali. Il sindacato chiede con forza un cambio di rotta nelle politiche economiche, sollecitando l'allocazione di risorse significative per i servizi pubblici essenziali e per migliorare le condizioni sociali già evidenziate nella conferenza stampa.

Il quadro delle problematiche illustrate a Cagliari include il carovita, l'onere dei costi dei carburanti, la profonda crisi della sanità, la diffusa precarietà del lavoro e le numerose vertenze industriali che attendono ancora una soluzione. La posizione del sindacato rimane saldamente ancorata alla richiesta di destinare maggiori risorse a scuola, sanità e servizi pubblici, invece che alla spesa militare.

La mobilitazione vede anche il coinvolgimento attivo di diverse associazioni e realtà studentesche. Rebecca Pisanu, coordinatrice di UniCaralis, ha spiegato le motivazioni della partecipazione degli studenti, collegandole direttamente al carovita e al caro affitti. Pisanu ha dichiarato: “abbiamo avviato una mobilitazione nazionale per denunciare il carovita e il caro affitti”.

Le rivendicazioni studentesche si concentrano in particolare sulla precarietà generazionale, sul diritto fondamentale alla casa e sulle condizioni spesso inadeguate delle infrastrutture scolastiche e universitarie, ribadendo con forza l'esigenza di destinare alla scuola e all'università le risorse attualmente impiegate per il riarmo.