Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, è intervenuto a Torino per chiarire la posizione dell'istituzione sul progetto della nuova moschea in città. L'8 ottobre 2026, Cirio ha sottolineato come la libertà religiosa sia un diritto fondamentale da garantire e che, di conseguenza, uno spazio destinato alla preghiera debba essere riconosciuto. Tuttavia, la sua posizione si articola in modo diverso se il progetto dovesse assumere le caratteristiche di un simbolo identitario con una dimensione che va oltre la sua funzione strettamente religiosa.

Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine della firma per la candidatura UNESCO del Chilometro Quadrato della Carità. Cirio ha ribadito che la libertà di credere è una libertà costituzionalmente protetta, ma ha tracciato una netta distinzione tra un semplice luogo di culto e un'opera descritta come un riferimento identitario di scala piemontese, italiana, europea o internazionale. In quest'ultimo scenario, il presidente ha evidenziato la necessità per le istituzioni di approfondire la natura e le finalità di tale spazio.

La posizione della Regione Piemonte sul progetto

Il fulcro del ragionamento di Cirio risiede nel perimetro del progetto. Se la nuova moschea si configura esclusivamente come uno spazio religioso, la valutazione della Regione è favorevole: “Va bene se è uno spazio religioso per pregare”.

Qualora, invece, il progetto dovesse assumere la connotazione di un simbolo internazionale di identità religiosa, Cirio ha ritenuto indispensabile un'analisi più approfondita da parte dell'istituzione regionale. Ha specificato che tale approfondimento non mira a limitare il diritto di culto, ma piuttosto a verificare le reali caratteristiche e implicazioni del progetto.

Nel suo intervento, il presidente ha anche toccato il tema dei finanziamenti, menzionando esplicitamente il governo del Marocco. Questo elemento è stato collegato alla richiesta di utilizzare tutti gli strumenti normativi disponibili per esaminare a fondo il progetto. L'obiettivo dichiarato è quello di mantenere la struttura nell'ambito di uno spazio religioso dedicato alla preghiera, evitando che si trasformi in un riferimento identitario di portata internazionale.

Il contesto del progetto e il permesso di costruire

Il dibattito regionale si inserisce nel più ampio percorso amministrativo che ha portato al rilascio del permesso di costruire per la nuova moschea di Torino da parte del Comune. Nei giorni precedenti, il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, aveva già annunciato la possibilità di una modifica della legge urbanistica regionale, proprio a seguito del rilascio di tale permesso.