Il deputato valdostano delle Minoranze linguistiche, Franco Manes, ha espresso una ferma critica ad Aosta, l’8 ottobre 2026, nei confronti della nuova riforma elettorale. Al centro della sua contestazione vi è l’inserimento dei voti provenienti dal collegio uninominale della Valle d’Aosta all'interno dei conteggi nazionali, sia per le liste proporzionali sia per l'eventuale premio di maggioranza. Manes ha sottolineato come questa disposizione rischi di compromettere la specialità regionale, mettendo in discussione il delicato equilibrio tra l'esigenza di governabilità, i principi costituzionali, gli Statuti speciali e la rappresentanza territoriale.

La posizione del deputato è stata chiaramente riassunta in una sua dichiarazione, nella quale ha affermato: “Con questa riforma elettorale si sacrifica l'autonomia in nome della governabilità, ma non si assicura neppure che qualcuno vinca.” Manes ha evidenziato il serio rischio di trovarsi di fronte a una legge elettorale intrinsecamente fragile, potenzialmente esposta a "numerosi ricorsi giudiziari già annunciati". Tale scenario potrebbe, a suo dire, riportare l'Italia a una fase di forte proporzionale, senza la certezza di poter formare un governo stabile. La sua critica si concentra dunque su un meccanismo che, pur originando dal voto espresso nel collegio valdostano, finisce per contribuire in modo significativo ai calcoli nazionali delle liste e all'assegnazione del premio di maggioranza, un aspetto che Manes considera problematico per la specificità della regione.

L'impatto dei voti valdostani nei conteggi nazionali

Manes ha precisato di non aver mai avanzato la richiesta di estendere il modello elettorale proprio della Valle d’Aosta all'intero contesto nazionale. La sua istanza mira piuttosto a garantire il pieno rispetto della particolarità della Valle d’Aosta, pur all'interno di un sistema scelto dalla maggioranza per assicurare governabilità e stabilità politica. Nella sua analisi, la specificità valdostana non deve essere intesa come un privilegio, bensì come una chiara previsione statutaria che sancisce una distinzione fondamentale tra la rappresentanza regionale e i complessi meccanismi elettorali di carattere nazionale. Questo aspetto, a suo avviso, è cruciale per la salvaguardia dell'identità e dell'autonomia della regione.

Il deputato ha inoltre argomentato che la riforma proposta potrebbe generare profonde disuguaglianze tra gli elettori valdostani, innescando al contempo un conflitto asimmetrico tra i partiti di rilevanza nazionale e i movimenti autonomisti locali. Ha spiegato che un voto espresso a favore di una forza politica nazionale potrebbe avere un peso e un'influenza maggiori nel quadro complessivo dei conteggi nazionali, mentre un voto destinato a un movimento locale rimarrebbe più strettamente legato alla dimensione della circoscrizione valdostana. Manes ha collegato questo potenziale squilibrio alla possibilità che l’elettore, magari più orientato sul piano ideologico, possa essere indotto a scegliere una forza nazionale per incidere maggiormente sul risultato generale, con la conseguente e preoccupante prospettiva di un indebolimento dello spirito autonomista e delle peculiarità territoriali della Valle d'Aosta.

La specialità elettorale al centro del dibattito parlamentare

Nel corso del suo intervento alla Camera dei Deputati, durante la discussione sulla riforma elettorale, il deputato Manes ha posto l'accento sulla necessità imprescindibile di considerare e tutelare la specialità elettorale della Valle d'Aosta. Ha ribadito l'importanza che la normativa in fase di approvazione tenga conto delle previsioni statutarie che definiscono la rappresentanza della regione, al fine di prevenire soluzioni che possano compromettere l'equilibrio tra le esigenze di governabilità a livello nazionale e la salvaguardia delle autonomie territoriali, un pilastro fondamentale per la Valle d'Aosta.