Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha visitato Monfalcone, in provincia di Gorizia, il 10 ottobre 2026, per un importante confronto sulla scuola e sulla gestione della presenza di studenti con background migratorio nelle classi. L'incontro ha visto la partecipazione dei dirigenti scolastici degli istituti cittadini e dell'amministrazione comunale. Al centro del dibattito, la visione del ministro che ha sottolineato la necessità di superare la semplice inclusione per approdare a una piena integrazione, intesa come effettiva partecipazione alla comunità e condivisione dei suoi valori fondanti.
Durante il vertice, che ha coinvolto docenti, dirigenti scolastici e la Garante per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, Valditara ha ribadito con forza la sua convinzione riguardo l'urgenza di un cambiamento nell'approccio e nel linguaggio. "L'inclusione non basta", ha dichiarato il ministro, evidenziando come l'integrazione rappresenti un livello superiore rispetto alla mera accettazione di comunità separate. L'obiettivo è promuovere una reale condivisione dei valori della comunità di accoglienza, elemento cruciale per un percorso educativo efficace e armonioso.
Il vertice in municipio a Monfalcone
La riunione si è tenuta nella sala giuntale del municipio di Monfalcone, con inizio alle ore 10:50.
Hanno preso parte all'incontro, oltre al ministro Valditara, i rappresentanti dell'amministrazione comunale, le dirigenze scolastiche locali, la Garante per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e l'europarlamentare Anna Cisint, indicata come promotrice della visita ministeriale. L'evento si è concluso con una conferenza stampa, programmata per le 12:30, per illustrare gli esiti del confronto.
Tra gli interlocutori diretti del ministro figuravano le dirigenti dei due istituti comprensivi della città, Maria Chiara Liardo e Francesca Zamar, rispettivamente a capo degli istituti "Giacich" e "Randaccio". Il dibattito ha approfondito il complesso rapporto tra scuola e integrazione nel contesto specifico di Monfalcone, una realtà dove la componente giovanile straniera, nella fascia d'età tra i 3 e i 15 anni, è stimata raggiungere circa il 49% della popolazione studentesca locale, un dato che evidenzia la rilevanza del tema per il territorio.
Le misure ministeriali in discussione
Il confronto ha toccato anche diverse misure governative in fase di discussione, direttamente collegate alla gestione della presenza di studenti stranieri nelle classi. Tra le proposte richiamate durante la visita, spiccano il reinserimento dello studio del latino alle scuole medie, l'introduzione dell'obbligo di presentarsi alle lezioni a volto scoperto e l'applicazione di un tetto massimo del 30% per gli studenti con background migratorio all'interno delle singole classi. Quest'ultima misura è pensata per prevenire la formazione delle cosiddette "classi-ghetto". L'applicazione organizzativa di alcune di queste norme è stata indicata a partire dall'anno scolastico.