Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti, è intervenuto da Perugia il 14 ottobre 2026 in merito alla questione dell’ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto. La sua nota rappresenta una replica diretta al comunicato diffuso dai gruppi di opposizione, focalizzando l'attenzione sugli atti amministrativi che, secondo la sua ricostruzione, hanno determinato la previsione di un incremento volumetrico dell'impianto. Simonetti ha utilizzato anche un'espressione dal forte impatto politico, affermando che “Il centrodestra tenta disperatamente di salvare l'indifendibile sindaco Tardani”.

Il fulcro della discussione politica e amministrativa riguarda l'ampliamento della discarica per ulteriori 350 mila metri cubi. Simonetti ha chiarito con fermezza che tale estensione non sarebbe una decisione dell'attuale amministrazione regionale, bensì il risultato di una programmazione accuratamente definita e approvata dalla precedente Giunta Tesei. In particolare, il consigliere ha richiamato la Dgr numero 2 del 5 gennaio 2022, un atto con il quale la precedente maggioranza di centrodestra avrebbe stabilito un ampliamento complessivo di ben 1.000.000 di metri cubi, da distribuire strategicamente tra le tre discariche principali dell'Umbria.

La sequenza degli atti amministrativi e la pianificazione dei rifiuti

Nella dettagliata ricostruzione fornita da Simonetti, la previsione contenuta nella Dgr del 2022 è stata successivamente recepita e formalizzata all'interno del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti. Questo Piano è stato approvato nel 2023 tramite la deliberazione consiliare numero 360, confermando così gli indirizzi precedentemente stabiliti. La nota del consigliere ha quindi collegato in modo inequivocabile la procedura relativa all'impianto di Orvieto a una chiara e vincolante sequenza di atti pubblici: dalla delibera regionale al Piano rifiuti, fino al conseguente passaggio amministrativo legato al procedimento autorizzatorio.

Simonetti ha inoltre menzionato l'istanza di Paur (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale) depositata il 15 luglio 2026 dalla società Orvieto Ambiente srl. Per il consigliere, si tratterebbe di un adempimento tecnico obbligatorio, direttamente conseguente agli atti programmatici precedenti. L'avviso al pubblico, infatti, fa esplicito riferimento all'ottemperanza delle disposizioni contenute nella Dgr numero 2 del 2022. La nota ha sottolineato con forza che gli uffici tecnici regionali avevano l'obbligo giuridico di avviare il procedimento, e non la facoltà discrezionale di annullare autonomamente gli indirizzi già stabiliti e consolidati nella pianificazione regionale.

Il dibattito politico e le responsabilità su Orvieto

La replica di Simonetti ha chiamato in causa direttamente la sindaca di Orvieto, Tardani, inserendo la questione in un più ampio e acceso confronto politico. Il consigliere ha voluto evidenziare le responsabilità e le posizioni assunte in passato, sottolineando come le decisioni attuali siano radicate in atti e programmazioni precedenti.