Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ha commentato a Milano il 7 novembre 2026 la richiesta di sfiducia nei confronti di Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato. Le dichiarazioni sono giunte a margine della sua visita a Eicma, a Milano Rho Fiera, dove ha risposto ai cronisti sull’assemblea dei senatori leghisti.
Sul "caso Romeo", Salvini ha dichiarato che non parteciperà all'assemblea, poiché la maggioranza dei senatori sembra avere un'idea chiara. Ha invitato a chiedere ai senatori, delegando la decisione al gruppo parlamentare del Senato e alla riunione interna.
Il futuro di Massimiliano Romeo
Interrogato dai cronisti sul futuro politico di Romeo, inclusa la metafora del "panettone", Salvini ha rimandato ai senatori e alla loro riunione. Sull’ipotesi che Romeo, monzese, possa essere sindaco di Monza, ha rinviato la risposta all'interessato.
La vicenda vede Massimiliano Romeo nel doppio ruolo di capogruppo della Lega al Senato e segretario della Lega Lombarda. La richiesta di sfiducia, firmata da venticinque senatori su ventinove il 4 novembre 2026, non ha portato alle dimissioni di Romeo, che ha convocato l’assemblea per il 17 novembre 2026.
Il quadro interno alla Lega e la Manovra
La raccolta firme è scaturita dal congresso straordinario del 24 e 25 ottobre 2026, in cui Romeo aveva sostenuto Massimo Garavaglia contro Salvini.
I non firmatari includono Romeo, Salvini, Massimo Garavaglia ed Erika Stefani. Il presidente lombardo Attilio Fontana ha evidenziato come le promesse di evitare ritorsioni post-congresso siano state disattese, suggerendo una frattura interna.
Nello stesso quadro politico interno alla Lega, la Manovra ha registrato la scelta di Alberto Gusmeroli come relatore leghista alla Camera, in sostituzione di Silvana Comaroli, considerata vicina a Giancarlo Giorgetti e Garavaglia. Le opposizioni hanno criticato la mossa, che, pur mantenendo il fronte della Manovra distinto, è interpretata come un segnale delle tensioni interne.