Il furto dei cavi di rame è una piaga che non si riesce a fermare, in tutta Italia e naturalmente anche nella capitale. I cavi di rame vengono sottratti da depositi, cabine, centraline, sia costituendo un reato che causando disagi notevoli alla popolazione. Treni in tilt, interruzioni di corrente elettrica, soldi pubblici andati in fumo. Il motivo che sta dietro a questi furti è ben noto, ed è il traffico illegale del rame, definito addirittura "oro rosso" per via del guadagno economico (illegale) che vi sta dietro.

Rubati 200 chili di rame dal deposito ferroviario Ostiense, presi in flagrante 3 romeni

Nella notte tra il 16 e il 17 maggio sono stati presi in flagranza di reato, cioè con le mani nel cosiddetto sacco, 3 cittadini romeni rispettivamente di 19, 25 e 32 anni.

Stavano rubando 200 chili di cavi in rame dal deposito della stazione ferroviaria Ostiense. Scoperti dai carabinieri della stazione Garbatella hanno tentato la fuga, ma sono stati quasi subito arrestati. L'arresto in tali condizioni, cioè laddove non vi sia il dubbio del reato commesso, prevede un giudizio per direttissima. I 3 saranno giudicati per il reato di furto aggravato in concorso. Oltre al furto in sé, il traffico di rame prevede (dato che i fili non si trovano già isolati ma sono avvolti da plastica) una preliminare separazione del rame stesso dalla plastica che lo avvolge. I 3 romeni sono stati infatti trovati in possesso di lame per l'operazione. Il problema grave è che, per accelerare la separazione del rame dalla plastica, i cavi vengono bruciati (sempre in modo illegale) causando nubi di fumi tossici contenenti diossina, ciò che causa disagi e rischio ambientale nonché di salute nella popolazione.

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E' l'ennesimo motivo di degrado che colpisce Roma.

MAGGIORI CONTROLLI NELLE STRADE CONTRO I PREDONI DELL'ORO ROSSO

Come raccontano le cronache, il fenomeno dei furti di rame è in continuo aumento. Oltre a comportare l’interruzione di pubblici servizi essenziali e conseguenze di natura economica, sta diventando un problema di sicurezza, con interi quartieri lasciati per giorni completamente al buio, con roghi tossici che sempre più di frequente oscurano il cielo di Roma.Non bisogna pensare che il problema sia legato a ladruncoli improvvisati. Dietro questi furti si nasconde spesso una filiera di illegalità che porta alla criminalità organizzata, con le mani nel business illegale dell’”oro rosso”. Filiera che va combattuta e spezzata, assicurando, per quel che sono le competenze di Roma Capitale, un maggior controllo delle strade. L’istituzione presso il dipartimento della Pubblica sicurezza dell’Osservatorio nazionale sui furti di rame, dà la dimensione del problema. Da sindaco, provvederò ad attivare un proficuo dialogo con l’Osservatorio, per collaborare al fine di definire e mettere in campo idonee strategie di prevenzione e contrasto del fenomeno sul territorio di Roma.

 

Furto e di tombini di ghisa: il nuovo allarme nella capitale

Incredibile ma vero, sta prendendo piede un nuovo tipo di reato a Roma: il furto di tombini in ghisa.

Il motivo è presto spiegato, ed è il business. Esiste un mercato nero dei tombini, ed è per questo che al mattino sempre più strade appaiono depredate. Gli ultimi casi sono stati registrati lungo il viadotto Gronchi, a Colle Salario. Si intuisce anche in questo caso che al reato si associa il pericolo per la popolazione. Buche disseminate per le strade rappresentano infatti un grave rischio per automobilisti e motociclisti, nonché per i pedoni e i ciclisti. Casal Boccone, Cinquina, Collatina, Marcigliana, Bufalotta, Magliana, Case Rosse e Muratella sono i quartieri più colpiti.

 

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