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Basta uscire dalla metro Lepanto a viale Giulio Cesare e farsi due passi a piedi per rendersi conto dello stato in cui versa il quartiere Prati, considerato uno dei più signorili e ricchi della città. Cassonetti dei rifiuti non svuotati per giorni, immondizia gettata alla rinfusa sui marciapiedi e sulle strade, manto stradale dissestato da buche e radici degli alberi che creano dossi; insomma, più che ammirare le bellezze architettoniche di questo centralissimo quartiere, camminando per Prati bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi, facendo un vero e proprio slalom tra sporcizia e quant'altro. 

Non è solo "colpa dell'Ama"

Via Fornovo, Piazza delle Cinque Giornate, Via Settembrini, via Nicotera e persino Viale Mazzini, dove hanno sede gli uffici Rai, sono perennemente sporche.

E se viene subito da puntare il dito sulla mala gestione dei servizi da parte dell'Azienda Municipale Ambiente (Ama), che si occupa della raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e del mantenimento del decoro urbano, certo è che un maggiore senso del dovere civico e della salvaguardia ambientale è auspicabile da parte dei comuni cittadini e dai turisti della Capitale.

Lungo le strade del quartiere si possono infatti trovare bottigliette di plastica, lattine, bottiglie di vetro, vecchi giornali, ma anche vecchi cartelloni utilizzati da lavoratori in sciopero e poi abbandonati dagli stessi scioperanti lungo la strada, senza preoccuparsi di gettarli via a manifestazione conclusa. Per non parlare poi dei mozziconi di sigaretta - che, ricordiamo, dal 2 febbraio scorso è vietato gettare a terra, pena una salatissima multa - , un vero e proprio tappeto steso per tutte le strade del quartiere, e dei tanti bivacchi dei clochard che stazionano nei tanti "prati" che caratterizzano la zona.

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Campagne informative dell'Ama

Per sensibilizzare i cittadini ai problemi ambientali e spronarli a mantenere la propria città pulita, l'Ama ha nel corso degli anni avviato diverse campagne informative. Cosa che, evidentemente, non sono servite a molto.

Trovare un quartiere così bello, a due passi dalla Basilica di San Pietro, dove hanno sede gli uffici della televisione pubblica nazionale, redazioni di giornali, importanti uffici e negozi di lusso in uno stato di tale degrado, non è sicuramente una piacevole visione. E pensare che basterebbe poco da parte di ciascuno per preservare l'eterno splendore di Roma

DEGRADO, SAREMO IMPLACABILI CON CHI OFFENDE LA BELLEZZA DI ROMA

Come ho provocatoriamente detto, Roma è un museo tramutato in stalla, una città abbandonata e spesso maltrattata, lasciata alla mercé di chiunque. E allora oggi non è il momento di pianificare la prossima mostra o di decidere se i faretti debbano essere blu o gialli. Bisogna ripulire il museo prima di pensare al prossimo evento. Il degrado prodotto dalla sporcizia e dai cumuli di rifiuti è incalcolabile, e riguarda la periferia come quartieri del centro cittadino. Quartieri come Prati, appunto. La carenza del servizio di pulizia delle strade e della raccolta dei rifiuti ha alimentato nel tempo una cultura di scarso rispetto dei romani stessi per la loro città, innescando un circolo vizioso. La città è sporca, e pochi sentono il dovere di contribuire a tenerla pulita. Bisogna invertire la rotta, tornare a trattare ogni angolo di città come il salotto di casa propria, tornare ad amare e difendere Roma. Servono strumenti e regole che eliminino ogni scusa, ogni alibi, tanto all’Amministrazione quanto al singolo cittadino: tutti quanti siamo responsabili nel tenere alti il decoro e l’immagine della nostra Capitale.Nelle strade, nelle piazze e nei giardini voglio moltiplicare i cestini per non dare tregua a chi sporca: metterò in condizione i romani e i turisti di non sporcare, sarò implacabile con chi offende la bellezza di Roma.