Una trentina di militanti di CasaPound hanno fatto irruzione nell'aula del consiglio del XIII Municipio di Roma, dove nel pomeriggio del 16 maggio, la sindaca Virginia Raggi era attesa per una conferenza stampa per presentare lo studio di fattibilità del progetto della Funivia a Roma nel quadrante Casalotti-Battistini, periferia nord.

Ci sono stati momenti di tensione con le forze dell'ordine, quando gli esponenti del movimento di estrema destra hanno forzato il cordone di sicurezza per srotolare uno striscione e avvicinarsi alla sindaca. Virginia Raggi, scortata dalla polizia, è stata allontanata dall'aula. Gli esponenti di CasaPound, successivamente, sono andati via di corsa per evitare di essere identificati dalla polizia.

La funivia che "non parte": l'irruzione dei militanti di CasaPound

Nell'aula del consiglio del XIII Municipio era stato organizzato un confronto pubblico con i cittadini per parlare dello studio di fattibilità della Funivia Casalotti-Boccea, un progetto da 90 milioni di euro facente parte del programma elettorale di Virginia Raggi.

All'arrivo della sindaca hanno fatto irruzione alcuni esponenti di CasaPound che, al grido "Dimissioni" e "Vergogna", l'hanno contestata impedendo l'inizio dell'incontro, e rivendicando l'emergenza abitativa nella città.

Agenti di polizia in borghese sono intervenuti per contenere i dimostranti, mentre altri militari hanno scortato in una sala adiacente la prima cittadina, l'assessore alla Mobilità Linda Meleo, ed altri rappresentanti dello staff amministrativo. "Aspettiamo che gli animi si calmino, non ci hanno permesso di cominciare, a Roma accade anche questo, ci sono cittadini esasperati da anni di malgoverno", ha detto la Raggi. Gli attivisti, bloccati dalla polizia in borghese, si sono allontanati fuggendo per evitare di essere identificati. Dopo una ventina di minuti, la sindaca è rientrata nell'aula consiliare e la conferenza ha avuto inizio.

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Il progetto della funivia

C'era anche il comitato di quartiere "Casalotti libera" alla presentazione del progetto di fattibilità della Funivia di Roma. Un progetto nato "dal basso", lanciato proprio dal suddetto comitato come risposta verso un quartiere soffocato dal traffico, di cui la sindaca è venuta a conoscenza nel 2011. La previsione di spesa, come chiarito dalla Raggi, è di 90 milioni di euro. Il modello è quello delle cabinovie in funzione in città quali Rio de Janeiro, Londra e Città del Messico.

La funivia potrebbe trasportare 3 mila passeggeri l'ora, 43 mila in un giorno, collegare in 20 minuti la zona di Casalotti a Battistini dove c'è il capolinea della Metro A, alla velocità media di 20 chilometri. Quattro fermate previste: Casalotti, Grande raccordo anulare, Torrevecchia e Battistini. Ottimista la Raggi: "vorremmo vederla realizzata entro la fine del mandato".

Solidarietà alla sindaca, ma anche critiche

Tutte le forze politiche hanno espresso solidarietà alla sindaca in seguito al blitz di CasaPound.

"Condanno l'atto di squadrismo compiuto", ha detto il presidente del Pd, Matteo Orfini. Tuttavia non sono mancate anche delle critiche e battute ironiche. Il Pd capitolino ha accusato la Raggi di grave perdita del senso della realtà, ricordandole che "Roma non è Cervinia", ed invitandola a stare con i piedi per terra. Per Forza Italia, invece, le priorità sono ben altre: incuria, degrado, rifiuti, quartieri abbandonati.