La protesta è partita in mattinata, giovedi 12 dicembre, nel quartiere romano di Casal Bruciato. I manifestanti erano una cinquantina, stanchi per il protrarsi della situazione spiacevole delle caldaie rotte e di conseguenza nessun riscaldamento ormai da giorni. I cittadini hanno raccontato che gli impianti si erano già bloccati, poi hanno funzionato per qualche giorno, poi solo a singhiozzo, ed ora non funzionano affatto. La protesta segue quelle delle altre zone sempre a Casal Bruciato, nelle quali si sono susseguite manifestazioni più o meno pacifiche, in alcuni casi con i cassonetti bruciati.

Tutto è cominciato con un megafono, attraverso il quale sono stati invitati a scendere in strada i cittadini vittime di tale incresciosa situazione. In modo particolare, i condomini interessati sono stati quelli ai numeri civici 140, 145 e 147. Poi l'invito a scendere si è spostato ai citofoni, campanello per campanello, in seguito è stato bruciato un cassonetto ed alcune barriere in legno presenti nel quartiere.

Nelle settimane scorse, c'erano state altre manifestazioni di questo genere in via Facchinetti e in via Satta, sempre per lo stesso motivo.

Questa mattina la protesta è scoppiata in via Diego Angeli, ove sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco e la Squadra Mobile, anche a causa di un anziano signore di 85 anni che minacciava di buttarsi dal secondo piano.

Il Comune rassicura i cittadini

L'Assessore alle Infrastrutture del Comune di Roma Linda Meleo ha voluto rassicurare i cittadini, affermando che proprio mentre loro stavano manifestando, erano in corso gli interventi necessari al ripristino degli impianti di riscaldamento.

L'Assessore ha ricordato inoltre che il Comune ha già sostituito 12 caldaie, e nel 2020 si prevede di farlo per altre 20 unità. "Purtroppo si tratta di impianti molto vecchi, mai sostituiti prima", ha detto Linda Meleo, assicurando agli abitanti di Casal Bruciato che l'85% delle caldaie sta funzionando a dovere. Probabilmente a protestare è il rimanente 15%, ma si tratta comunque di una situazione di sofferenza per tante famiglie romane, soprattutto dove ci sono bambini piccoli e anziani, costretti a stare in casa con i cappelli e cappotti per resistere all'ondata di freddo di questi giorni.

L'Assessore alle Infrastrutture ha dichiarato che quest'anno sono stati spesi 410 mila euro per le spese di manutenzione straordinaria nei palazzi dell'Ater, e che nel prossimo anno si arriverà a stanziare 1 milione e 200 mila euro.

Sui social intanto imperversano i commenti sarcastici dei romani che rimproverano alla Sindaca Raggi di aver acceso tante luminarie nella città per le prossime feste e di non pensare a chi sta al freddo nelle periferie.

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