Emanuela Angelone è stata nominata questa settimana dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti direttrice del Parco Regionale Castelli Romani. Ad amministrare e gestire il grande patrimonio naturalistico laziale, la geologa, già coordinatrice dei Guardiaparco dei monti Ausoni, del Lago di Fondi e di altre zone protette del territorio, avrà modo di dimostrare le sue competenze assunte dopo anni di esperienza svolta sempre con passione e con la massima accuratezza. Il Presidente del Parco Gianluigi Perduto ha accolto la nomina della giunta con grande serenità e fiducia.

In una nota visibile sul sito dell'Ente, le sue parole: "Le ho chiesto di organizzare la struttura del parco in modo da imprimere il massimo impulso nell'attività di vigilanza e di tutela del territorio mediante un'accurata gestione del ruolo dell'area protetta, che vada di pari passo con le attività scientifiche, formative e promozionali in corso".

Chi è la nuova direttrice del parco

La neoeletta esperta del territorio castellano, si appresterà a dare una spinta decisiva, tempo permettendo, al settore turistico, occupazionale e soprattutto per quanto concerne la protezione di tale "tesoro verde" che la regione Lazio può vantare.

Dal monte Artemisio ai laghi di Nemi e Albano, passando per il Tuscolo e arrivando così a Grottaferrata, il territorio compreso dall'odierno Parco Regionale conserva panorami di rara bellezza e preziosità. Ad esso si legano storie millenarie e vicende caratterizzanti. Paesaggi da proteggere e consegnare alle generazioni future per mezzo di una gestione sana e trasparente.

L'ex direttore e la vicenda del finanziamento

La direttrice Angelone subentra al precedente omologo Fabrizio Ferretti, architetto, il quale aveva svolto un mandato nel 2011, quando a presiedere la giunta regionale c'era Renata Polverini. Nominato da quel centrodestra all'epoca ed in seguito per soli tre giorni prima delle dimissioni nello scorso ottobre. Durante la sua prima esperienza dirigenziale, aveva rifiutato un finanziamento di circa 1,8 milioni di euro i quali, avrebbero potuto contribuire in maniera sostanziale alla creazione di strutture quali sentieri per il trekking ed altre attività sportive, percorsi turistici, creazione di posti di lavoro.

Denaro che avrebbe determinato la costruzione del punto informativo Grotticelle e quello dell'area Pratoni del Vivaro e che infine sarebbe potuto servire anche per il cosiddetto Ninfeo Bergantino situato sul Lago di Albano (prezioso reperto archeologico di epoca romana ). Il secondo mandato ha visto immediatamente la rassegna delle dimissioni da parte dell'architetto soltanto tre mesi fa. La nomina non avrebbe dovuto essere presa in considerazione dall'attuale giunta Zingaretti. Ora che il Parco si è tinto di rosa, i fruitori si aspettano iniziative che portino a valorizzare un'area che il resto d'Italia ci invidia.

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