Combattere lo spreco di cibo è lo scopo per cui è nato il food-sharing. L’interessante iniziativa è stata lanciata in alcune città tedesche. Utilizzando una piattaforma web chiunque lo desidera può mettere in rete il cibo che non riesce a consumare. Il principio che sta alla base del progetto è quello di  condividere gli alimenti evitando che finiscano nella spazzatura.

La prima esperienza è nata qualche mese  in Germania, nelle città di Berlino, Colonia, Monaco di Baviera, Ludwigsburg e Chemnitz  e si è diffusa grazie al passaparola. In breve tempo sia la domanda che l’ offerta sono diventate così numerose che è stato necessario lanciare una piattaforma online alla quale chiunque può iscriversi per scambiare generi alimentari in eccesso con quelli di cui ha realmente necessità, o soltanto per offrire ad altri il cibo che non si consuma.

Il principio che sta alla base del food-sharing è spingere le persone a condividere il cibo, anziché sprecarlo e gettarlo via. Il  valore economico degli alimenti offerti non ha importanza, quello che conta è il principio della condivisione del cibo. Grazie al food-sharing, tutti possono fare qualcosa per evitare che generi alimentari ancora perfettamente commestibili vengano sprecati . Il portale web infatti spiega come soltanto in Germania lo spreco pro-capite sia di circa 82 kg di alimenti all’anno, e come 500.000 tonnellate di cibo commestibile ogni anno siano dirette alla discarica, mentre un miliardo di persone nel mondo non riesce a sfamarsi e ogni 15 secondi un bambino muore proprio perché malnutrito.

Sul sito è possibile trovare di tutto: riso, pasta, latte, cornflakes, cioccolato, caffè, marmellate, formaggi, birra, vino, biscotti, frutta e verdura km zero, queste ultime rigorosamente di stagione. Ogni offerta alimentare indica la città di provenienza, la tipologia, il quantitativo di cibo, la data di scadenza e la data in cui i prodotti scelti possono essere ritirati. Inoltre è necessario, per poter offrire alimenti come carne fresca, latte e latticini, pesce, pollame, uova, cibi già cucinati, ecc. rispettare la catena del freddo e seguire precise norme igienico-sanitarie e di conservazione. Il food-sharing, non si rivolge solo a singoli cittadini, ma anche ad aziende alimentari, produttori, esercizi commerciali, società di ristorazione e associazioni che si occupano di recupero e gestione di generi alimentari in esubero.