L'anestesia epidurale è la tecnica piùsicura ed efficace per controllare il dolore del travaglio e delparto, poiché agisce bloccando le vie nervose del midollo spinalecon un farmaco anestetico locale e/o antidolorifico.
L`epidurale è l`anestesia utilizzata durante ilparto naturale, da non confondersi con l'anestesia spinale che, alcontrario, viene praticata per effettuare un parto cesareo; questatecnica anestesiologica determina una analgesia parziale del corpo,permettendo alla gestante di mantenere uno stato di coscienza vigileed una respirazione spontanea.
Posta la partoriente in posizione seduta o coricatasul fianco, si fa una piccola anestesia locale nello spazio tra la3°e la 4° vertebra lombare, dove si inserisce un catetere,attraverso il quale verranno somministrati i farmaci per il temponecessario, per poi rimuoverlo alla conclusione del parto. Iltubicino non provoca alcun fastidio e non pregiudica in alcun modo imovimenti o la posizione a letto della gestante.
Tuttavia, nonostante gli evidenti aspetti positivi,tale tecnica analgesica non ha avuto una grande diffusione neireparti sanitari italiani, come invece sarebbe stato prevedibile, e non è giunta a conoscenza delle tante gestanti che ne avrebbero potuto usufruire.
Infatti, finora solo 2 ospedali su 10 in Italiaoffrono un servizio di analgesia epidurale per le partorienti, e diquesti solo alcuni garantiscono tale prestazione 24 ore su 24.
Lecause dell'evidente ritardo nel recepimento di una tecnicaanestesiologica così all'avanguardia, e dalla diffusione capillare negli altri Paesi dell'Unione Europea, sono molteplici.
In primis, bisogna evidenziare come la costantemancanza di fondi delle nostre strutture sanitarie e le conseguenticarenze organizzative che ne conseguono abbiano impedito, di fatto, amolti plessi ospedalieri di dotarsi di personale anestesistaspecializzato in materia.
Difatti, sebbene nel 2008 l'allora Ministro dellaSanità Livia Turco avesse inserito la somministrazionedell'anestesia epidurale tra i livelli essenziali di assistenza,tuttavia la mancanza di fondi del sistema sanitario nazionale aveva,di fatto, vanificato la portata innovativa di tale dettato normativo,poi rimosso dal successivo governo in carica.
Inoltre, l'anestesia epidurale sconta, sovente, ipregiudizi, invero infondati, di chi, in favore di un parto c.d."naturale", riconduce alla innaturalità o alla "deviazionedai percorsi canonici" tutte quelle iniziative che possanoalterare, sebbene in melius, l'evento parto.
Tuttavia, con il nuovo anno, è atteso un repentinocambio di rotta, poichè l'epidurale è stata inserita nei LEA(livelli essenziali di assistenza) che garantiscono la gratuitàe la certezza di molti tipi di assistenza ospedaliera.
E' stato, infatti, approvato il 31 dicembre dalministro della Salute Renato Balduzzi l'aggiornamento dei Lea,ovvero le prestazioniche devono essere assicurate ai cittadini in tutta Italiagratuitamente, a prescindere dalle scelte di ogni singola Regione; si tratta di circa 6mila voci e tra le ultimeproposte compare l'epidurale, oltre a 109 malattie rare ealla ludopatia.
Con l'aggiornamento dei Lea, chi vorrà fare ricorsoall'epidurale dovrà ricevere lo stesso trattamento in tutte leRegioni, che si dovranno organizzare per coprire tutti i turni efornire anestesisti competenti in tutte le sale parto.
Si tratta di una rivoluzione epocale per il nostroPaese, da sempre fanalino di coda nelle classifiche per il ricorso alparto indolore, a fronte di nazioni quali gli Stati Uniti o la GranBretagna ove la diffusione dell'epidurale nelle strutture ospedalieresi attesta, da anni, intorno all'70%.
Per le nuove gestante è, oggi, possibile sperare inuna nuova forma di parto, che allontani dalla gioia di un figlio gliatavici dolori di un travaglio da millenni uguale a se stesso.