Una leggenda di matrice Italica in materia di vacanze estive narra che "Bisogna aspettare almeno 3 ore per fare il bagno dopo pranzo". Quanti di noi al mare con i genitori hanno sentito e risentito questa celebre frase? L'avvertimento non è del tutto sbagliato: ogni attività fisica a stomaco pieno è controindicata. Per attività fisica non si intende necessariamente sport (calcio, volley, ecc.), ma anche una passeggiata, una corsa nel prato o sbrigare le faccende domestiche.

Perché non bisogna fare sforzi eccessivi nei momenti successivi ai pasti

La quantità media di sangue di un essere umano adulto va dai 5 ai 6 litri e varia soprattutto in base alla stazza dell'individuo. Dal momento in cui iniziamo a masticare si attivano nel nostro organismo una serie di reazioni chimiche e ormonali che preparano il nostro corpo alla digestione e all'assimilazione dei nutrienti (in media un piatto di pasta necessita almeno di 2 ore per essere completamente digerito e assimilato). Durante questo processo il corpo invia una grande quantità di sangue a organi e visceri deputati alla digestione, di conseguenza vi sarà carenza nei distretti che non vi partecipano, come ad esempio i muscoli, perché di solito siamo seduti o quanto meno fermi mentre mangiamo.

Ecco elencati alcuni tempi medi di permanenza dei cibi nello stomaco:

  • succo di frutta, 10-20 minuti
  • frutta, circa 30 minuti
  • verdura cruda, 30-40 minuti, quella cotta 45-50
  • carboidrati, quasi 1 ora
  • pesce, quasi 1 ora
  • latte scremato e formaggi freschi, 1 ora circa
  • formaggi stagionati, 4-5 ore
  • bistecca di manzo, 3-4 ore
  • bistecca di maiale, 5 ore

Dopo un pasto abbondante è preferibile ridurre al minimo gli sforzi eccessivi

Uno sforzo muscolare prolungato, infatti, porterebbe più sangue ai muscoli togliendolo a organi e visceri, rallentando o bloccando il processo digestivo. Di fatto il nostro apparato cardiovascolare è perfettamente in grado di gestire le due funzioni contemporaneamente.

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Salute

È evidente, però, che la differenza la farà il tipo di sforzo o di attività fisica: dopo un pasto abbondante non è il caso di fare una gara a chi arriva prima alla boa, ma limitarsi a stare in acqua per difendersi dal caldo e non percorrere lunghe distanze.

Se l’acqua è eccessivamente fredda è sconsigliato tuffarsi di colpo, specialmente se si è accaldati l'immersione in acqua deve essere graduale.

Il rischio è la congestione, ossia il blocco della digestione dovuto allo sbalzo termico tra la temperatura corporea e quella esterna, che può abbinarsi o meno al riflesso vagale causato dallo shock termico che porta fino alla perdita di coscienza.

Anche se le principali cause di annegamento sono ben altre (mancata supervisione, alcool, droghe), il buon senso è il metro più utile per auto-regolarsi: se ci si sente appesantiti dopo aver mangiato è meglio aspettare ancora un po' prima di tuffarsi. Per evitare spiacevoli inconvenienti è necessario tenere a mente queste poche e semplici regole:

  1. evitate pasti copiosi e ricchi di grassi o proteine
  2. evitate sughi e vino che richiedono anche 4-5 ore di digestione
  3. evitate lunghi spostamenti a nuoto
  4. evitate di farvi trasportare dalle correnti che vi allontanano dal bagnasciuga
  5. cercate di rimanere visibili            

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