La ricercatrice italiana Patrizia Paterlini Bréchot, oncologa e docente a Parigi, parla al settimanale Donna Moderna della sua scoperta: il test Iset (Isolamento per dimensioni delle cellule tumorali), un esame in grado di diagnosticare un cancro con 4 o 5 anni di anticipo. Con un semplice esame del sangue, sarà possibile individuare le cellule neoplastiche circostanti nell'organismo, prima che esse si sviluppino e possano essere vidibili con le classiche tecniche Pet, Tac e risonanza magnetica.

Come funziona il test

Spiega la dottoressa: "Le cellule tumorali circolanti sono molto rare e difficili da individuare ma sono più grandi delle altre, per questo ci è stato possibile basare il nostro studio sulle dimensioni". In pratica lo si potrebbe accostare a un pap-test applicato al sangue, che è l'esame che ha salvato più vite per il tumore al collo dell'utero.

L'importanza della diagnosi precoce

Finora in 5 dei 245 grandi fumatori che hanno preso parte a questa ricerca, il test Iset ha rilevato cellule tumorali.

I noduli sono stati rimossi chirurgicamente e nessuno di loro ha sviluppato recidive.

Si ricorda che ben l'87% dei pazienti affetti da tumori simili è morto 5 anni dopo la diagnosi per tumore ai polmoni, è facile così capire quanto conti per casi come questi la diagnosi precoce e quanto questa nuova scoperta possa portare un po' di speranza per il futuro.

Ricercatrice italiana, ricerca francese

Patrizia Paterlini Bréchot è un nostro 'cervello in fuga', emiliana andata in Francia nel 1988 per studio (uno stage in biologia a Parigi) e rimasta lì, della ricerca italiana dice: "E quella più prolifica, i ricercatori italiani hanno meno fondi ma pubblicano più ricerche: siamo i più efficaci al mondo".

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Salute

Per la ricerca sul cancro ha investito il suo patrimonio attraverso una società per metterlo a disposizione dei medici: "Se avessi atteso i finanziamenti pubblici, i pazienti non avrebbero ancora beneficiato della mia ricerca", dice.

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