Domani è il 18 di novembre, e per molti questo non significa niente se non che è la Giornata europea della consapevolezza sugli antibiotici. Una giornata che è stata promossa dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (Ecdc) che trova riscontro proprio in questi giorni proprio perché questa è la settimana mondiale della consapevolezza dell'uso degli antibiotici - che va dal 13 al 19 novembre.
Perché questa iniziativa? Tutto perché moltissimi individui fanno un uso decisamente sbagliato degli antibiotici. L'abuso di antibiotici è uno dei problemi davvero gravi della sanità non solo in Italia, ma anche mondiale.
L'Italia ha aderito con il "Piano Nazionale di contrasto dell'antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020" a cui si sono affiancati il Ministero della Salute, l'Aifa, alcune società scientifiche e l'Istituto Superiore di Sanità.
Perché questa iniziativa?
Come già introdotto sopra, l'utilizzo di antibiotici è troppo spesso abusato. Questo provoca la tendenza alla resistenza dei batteri che, invece di essere eliminati da un uso corretto e consapevole degli antibiotici, utilizzandoli soltanto quando necessario, proliferano e resistono all'azione di questi farmaci. L'efficacia così svanisce anche per malattie facilmente battibili, come la gonorrea, la tubercolosi o la polmonite.
Questo ovviamente, riguarda tutto il mondo.
In Europa in particolare si sta intervenendo per fare in modo che l'azione battericida degli antibiotici sia efficace e incontrastata dalla "fortificazione" dei batteri interessati.
L'Italia è stata segnalata in quanto paese in cui questa resistenza dei batteri è più forte proprio per un utilizzo inutile e spesso inappropriato degli antibiotici - per esempio, vengono utilizzati anche quando i "nemici" da eliminare sono virus, e non batteri, che dovrebbero essere trattati diversamente. Le cure fai-da-te sono non solo le più dannose, ma anche le responsabili di questo fenomeno.
Il Piano è mirato non solo agli esseri umani, ma anche in ambito veterinario ed alimentare. Perciò queste iniziative non sono rivolte solo agli individui per un uso sporadico e responsabile degli antibiotici, ma anche alle aziende che spesso e volentieri ne fanno uso - talvolta eccessivo - su ciò che successivamente la gente consuma sulla propria tavola o comunque sulla propria persona.
Responsabilizzarsi è spesso l'unica arma.