Come previsto, è arrivato in questi giorni il picco dei contagi dell’influenza ma l’epidemia sembra essere, questa volta, causata da un nuovo virus inatteso che non era presente nei vaccini trivalenti.

Il principale responsabile dell’epidemia influenzale del 2018 sarebbe, infatti, il virus Yamagata, appartenente al ceppo influenzale di tipo B, che era già presente lo scorso anno ma non ebbe grande diffusione, mentre quest’anno pare che abbia colto di sorpresa i virologi con una diffusione particolarmente massiccia.

Vaccini inefficaci contro il nuovo virus dell’influenza

Secondo i dati diffusi attraverso il bollettino Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità, quella in corso è una delle peggiori epidemie di influenza degli ultimi 15 anni, nonostante la sempre più massiccia campagna per la vaccinazione dei soggetti a rischio. I motivi della diffusione del virus oltre le aspettative (fino ad ora sono otre tre milioni gli italiani colpiti dall’epidemia) è da imputare, secondo Fabrizio Pregliasco, virologo ricercatore presso l'Università di Milano e Direttore sanitario IRCCS Galeazzi, all’inattesa diffusione del virus di tipo B denominato Yamagata.

Nonostante si tratti di un virus non particolarmente aggressivo, ha avuto vita facile nella sua diffusione a causa del fatto che non era compreso nel vaccino trivalente utilizzato per la maggior parte delle vaccinazioni. Nel farmaco somministrato, infatti, erano compresi i virus AH1N1, AH3N2 e da un ceppo di tipo B che non comprendeva lo Yamagata, presente invece in quello tetravalente.

Le temperature miti ed il clima umido dei giorni scorsi ha favorito la diffusione dell’epidemia grazie anche al fatto che il ceppo di tipo B colpisce in modo particolare i bambini, principali veicoli di diffusione dell’epidemia influenzale.

In aumento le infezioni polmonari conseguenti all’influenza

Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità i più colpiti dall’influenza sono i bambini fino a cinque anni con 28,5 casi ogni mille, mentre si registra anche un aumento dei casi di ricorso al Pronto soccorso a causa di infezioni, soprattutto polmonari.

L’aumento dei casi di polmonite sono da spiegare, secondo Pregliasco, con il fatto che le infezioni batteriche responsabili delle polmoniti hanno facile presa su un organismo indebolito dall’influenza e siccome l’epidemia ha colpito un numero di persone maggiore rispetto agli scorsi anni, statisticamente è probabile che anche i casi di polmonite come conseguenza dell’influenza siano in crescita.

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