Salerno - Due genitori si sono recati in ospedale per sottoporre il figlio di soli 8 mesi al vaccino contro il meningococco del gruppo B. Il medico e la sua assistente, invece di iniettare il farmaco nuovo, ne somministrano uno scaduto. Così è scattata la querela ai militari dell'Arma della Compagnia Battipaglia per entrambi gli operatori sanitari con l'accusa di aver somministrato ad un bambino un vaccino scaduto nello scorso novembre. Comunque, è fondamentale precisare che al momento non si hanno prove se il fatto sia accaduto per mancati controlli oppure sia stato inoculato in modo volontario.

La segnalazione dei genitori del bambino di otto mesi

L'allarme è stato dato lo scorso 18 gennaio alla Stazione Carabinieri Sei Casali dai genitori del bambino di appena 8 mesi. Loro si sono accorti della data di scadenza scritta sul bollino inserito nel libretto dei vaccini del piccolo proprio dagli operatori sanitari subito dopo che sono usciti dall'ambulatorio. All'interno dal bollino, in effetti, era piuttosto palese che il vaccino avesse superato la data di scadenza, cioè il 27 novembre del 2017 quando il farmaco è stato iniettato nel mese di gennaio 2018. I militari dell'Arma, per effettuare indagini, si sono diretti al poliambulatorio di Giffoni Sei Casali, luogo dove era stato somministrato il vaccino al piccolo di otto mesi.

Nel corso delle ricerche anche gli stessi carabinieri si sono resi conto che la data di scadenza dei farmaci che avevano usato risaliva proprio allo scorso novembre.

Il medico era stato aiutato da un'assistente

Altre indagini, sempre effettuate in collaborazione con i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Salerno, hanno sottolineato come il dottore, al momento dell'iniezione del vaccino, fosse stato assistito da una collaboratrice. La persona, tra le altre cose, possedeva un titolo differente rispetto a quelli previsti dalla legge, nonostante questo, aveva esercitato la professione di assistente sanitaria. Per ora, è stata confiscata la singola confezione scaduta. Mentre, le altre sembrano citare date di scadenza di lunga durata: la prima a maggio 2018 e la seconda a novembre 2019.

Forse, gli operatori sanitari non sono stati molto attenti a selezionare i farmaci con la scadenza giusta. Insomma, un errore di distrazione da non sottovalutare assolutamente in quanto può comportare conseguenze davvero molto gravi per i pazienti.