L'artrite reumatoide (RA), malattia infiammatoria cronica autoimmune di origine multifattoriale, colpisce circa il 2% della popolazione tra i 40 e i 60 anni di età.

Nel 2017 sono stati ottenuti progressi importanti: l’analisi dei dati epidemiologici ha evidenziato che il rischio di manifestare l’artrite reumatoide dipende da fattori dietetici e ormonali. L’adesione a lungo termine ad una dieta sana è stata associata ad un minore sviluppo dell’RA, in particolare nei soggetti di età uguale o inferiore ai 55 anni.

I pazienti positivi per il marker ematologico dell’RA (anticorpi anti-citrullina), che non avevano ancora palesato la malattia, presentavano livelli elevati di acidi grassi omega-3 nella membrana degli eritrociti; in effetti l’assunzione di omega 3 (pesce azzurro e salmone, semi oleosi, verdure a foglia larga) diminuiva in modo significativo la progressione dell’artrite infiammatoria. Infine, le donne che facevano uso di contraccettivi orali per molto tempo, mostravano di avere un rischio minore di sviluppare l’RA rispetto a quelle che non li utilizzavano.

Ne hanno parlato i ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Boston del Massachusetts, in un lavoro pubblicato sulla rivista Nature Reviews Rheumatology, nel febbraio 2018.

Artrite reumatoide

La patogenesi dell’RA, che colpisce le articolazioni, ma anche tendini e muscoli, manifestandosi con calore intenso e dolore, è influenzata da una lista crescente di fattori ambientali: fumo di sigaretta, inalazione di silicati, dieta, ormoni, farmaci e infezioni da Herpes virus 6, Epstein-Barr virus.

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La membrana sinoviale di rivestimento delle articolazioni, produttrice del liquido necessario per la lubrificazione e nutrimento per la cartilagine articolare, viene attaccata da sostanze proinfiammatorie rilasciate dalle cellule immunitarie. Lo sviluppo di anticorpi anti-citrullina nei soggetti con una suscettibilità genetica all’RA e la comparsa successiva di artralgie (dolori articolari) e artrite infiammatoria non differenziata, sono risultati centrali nella patogenesi di RA sieropositivi.

Gli esami di laboratorio possono svelare, oltre ad anticorpi anti-citrullina (anti-CCP), il fattore reumatoide AR e i markers di infiammazione VES (velocità di eritrosedimentazione) e PCR (proteina C reattiva).

Studi clinici

Sono stati analizzati a lungo alimentazione e stile di vita di 196.989 donne; 1.007 di queste hanno sviluppato l’artrite reumatoide.

E’ stata trovata una correlazione tra minore insorgenza della malattia e alimentazione sana, ricca di cibi contenenti omega 3 (arachidi, mandorle, noci, pesce, verdura, oppure olio di pesce), frutta, ortaggi, cereali interi e povera di carne rossa o processata, sale sodico, bevande zuccherate e alcol.

La comparsa di RA nelle donne è stata associata con l’età e la menopausa; pertanto gli ormoni condizionano la patogenesi dell’RA. E’ stato anche interessante notare che l’assunzione consecutiva per 7 anni del contraccettivo orale ha abbattuto il rischio di sviluppare l’artrite reumatoide.

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