Buone notizie sul fronte della lotta ai tumori. Giovedì 12 luglio sarà presentato all'ospedale ad alta specializzazione Humanitas di Rozzano (MI) il piano di prevenzione Smac (Smokers health Multiple Actions). Lo studio, messo a punto dalla dott.ssa Giulia Veronesi, consentirà di per poter prevedere meglio le patologie legate al fumo e rilevare i tumori polmonari prima che si manifestino i sintomi. Mini robot, analisi del sangue all'avanguardia e tecniche chirurgiche innovative permetteranno di poter combattere meglio queste malattie.

Il tumore al polmone, che nel 2017 ha causato 33mila decessi, è il tipo di cancro più letale e il terzo come diffusione; l'85% delle persone colpite è o è stata un fumatore e ciò che lo rende una malattia così letale è anche il fatto che spesso viene scoperto quando ormai è troppo tardi e ha colpito altri organi.

Per questo motivo lo sforzo dei ricercatori recentemente è stato tutto teso alla prevenzione in modo da poterlo scoprire per tempo e combatterlo con più efficienza. Ed è in quest'ottica che nasce Smac, progetto di screening gratuito, rivolto a fumatori ed ex-fumatori, che punta a dare un'accelerata alla prevenzione di questa patologia.

Con intelligenza artificiale e robotica mini interventi e recuperi più rapidi

I primi test partiranno a settembre prossimo: secondo la dott.ssa Veronesi, questo screening sarà in grado di scoprire l’80% dei tumori in fase operabile prima che questi diano avvisaglie della loro presenza. Molti i vantaggi che questo nuovo tipo di approccio apporterà nella lotta a questo tipo di malattie, innanzitutto si potrà intervenire su pazienti che non saranno curati solo a tumore scoperto facendo diminuire così le probabilità di guarigione, inoltre sarà possibile individuare anche i tumori più piccoli che, grazie ad interventi mirati solo alla parte malata con interventi di chirurgia mini-invasiva robotica, consentiranno di salvare la maggior parte sana dell’organo assicurando dimissioni e recuperi più rapidi.

L’obiettivo finale come afferma la Fondazione Veronesi è anche quello di “interessare le istituzioni perché lo screening polmonare sia incluso fra le misure di politica sanitaria nazionale”. L’intelligenza artificiale sarà invece coinvolta nella diagnosi dei noduli polmonari: il prof. Arturo Chiti, responsabile di Medicina Nucleare di Humanitas, afferma che, fornendo ad un computer le immagini ricavate dalle Tac di screening, sarà possibile fare diagnosi differenziali di noduli benigni e maligni riducendo le biopsie e le operazioni invasive.

Lo screening comprende altresì il prelievo di sangue che rivestirà un ruolo importante nella prevenzione e nello studio dei marcatori molecolari del tumore: grazie alle analisi del sangue si potrà così scoprire la presenza di cellule tumorali nei pazienti a rischio. Completa il quadro di prevenzione l’uso della Tac toracica a basso dosaggio congiunta con una decisa attività antifumo: questo esame consente di misurare il livello di calcificazione delle arterie coronariche che è il fattore di rischio maggiore per l'infarto o la stenosi delle coronarie.

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