Matteo Salvini non abbandona la sua politica sull'immigrazione. Ribadisce con fermezza la necessità di regolamentare sbarchi e arrivi di migranti. Lo fa nel momento in cui si trova a commentare, attraverso il suo profilo Facebook, la notizia che un immigrato malato di tubercolosi è fuggito dall'hotel Virginia di Sandrigo che oggi è un centro di accoglienza per profughi. In provincia di Vicenza, tra l'altro, ci sarebbe un campanello d'allarme relativo a casi di tubercolosi diagnosticati negli ultimi tempi. Dunque, il fatto che un potenziale veicolo infettivo oggi si trovi per le strade e tra la gente rappresenta un dato che allarma un po' i residenti ed allo stesso tempo impone delle riflessioni su come improntare delle politiche che possano, eventualmente, tutelare la popolazione.

Oggi non si hanno tracce di questa persona che, con buona probabilità, non ha contezza della sua situazione sanitaria.

Allarme tubercolosi: intervento di Salvini

Considerato quanto stiano a cuore al Ministro dell'Interno tanto le questioni relative all'immigrazione, tanto il Veneto, storico feudo della Lega, era scontato che sarebbe arrivata la sua opinione sulla vicenda. In quel lembo d'Italia secondo i dati si sarebbe passati dai sedici casi di tubercolosi censiti nel 2015 in provincia di Vicenza ai quaranta attuali, in un 2018 che deve ancora finire. Il ministro ha postato il link di un articolo che racconta la storia, aggiungendo il proprio commento. Salvini ha parlato di un immigrato malato e in fuga che, con buona probabilità, è persino inconsapevole della sua condizione.

"La tubercolosi - ha scritto - è tornata a diffondersi, gli italiani pagano i costi sociali e sanitari di anni di disastri e di invasioni senza regole e senza controlli".

La malattia si diffonde per via aerea

Salvini, inoltre, rimanda al mittente le accuse che gli vengono rivolte, relativamente alla sua politica 'cattiva, allarmista e pericolosa'. "Ce la metterò tutta per invertire la rotta" conclude il Ministro.

La tubercolosi è una malattia che può essere diffusa semplicemente attraverso le vie aeree, attraverso un batterio che si chiama Mycobacterium tuberculosis. Il contaggio da parte di un individuo malato può avvenire tramite saliva, uno starnuto o un colpo di tosse. Ed in provincia di Vicenza, dati i numeri, un po' di apprensione ci sarebbe. Ma il presidente della Società italiana di medicina delle migrazioni, Maurizio Marceca, non è dello stesso avviso di Salvini: "Non c'è alcun allarme tubercolosi legato agli immigrati in Italia".

L'esperto inoltre sottolinea che di questi temi occorre parlarne con responsabilità, poiché si rischia di creare inutili allarmismi con "affermazioni poco scientifiche" destinate a generare "panico sociale".

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