Nei pazienti con diagnosi di tumore al seno alcuni interventi (dieta e stile di vita) possono essere coadiuvanti della terapia convenzionale per avere minori effetti collaterali e abbattere le recidive a distanza di anni. E’ quello che hanno messo in risalto i ricercatori dell’Università dell’Arizona (Center for Integrative Medicine), Tucson, in un lavoro pubblicato in questo mese dopo aver analizzato l’effetto dell'alimentazione e dello stile di vita sul rischio di incidenza di tumore al seno in pazienti sottoposti a chemioterapia o radioterapia.

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Dopo la diagnosi, la dieta antinfiammatoria è risultata efficace nel diminuire significativamente la mortalità e le recidive. Si tratta di un’alimentazione a basso contenuto di carboidrati, ricca di determinati ortaggi: crucifere (broccoli), soia intera, semi oleosi (noci e nocciole), olio di oliva, tè verde, integrata di complessi multivitaminici di vitamina D, C, E, priva di alcol e proteine isolate della soia e moderata nel consumo di caffè, fino ad un massimo di 3 tazze al giorno.

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Interessante il digiuno notturno di 13 o più ore, che ha diminuito il rischio della ricorrenza del cancro al seno dopo chemioterapia o radioterapia. Esercizi aerobici, di resistenza e lo yoga hanno mostrato benefici nel migliorare il linfoedema nei pazienti, così come la meditazione, la terapia musicale e l’ipnosi hanno giovato sull’umore e sulla qualità della vita durante il trattamento farmacologico.

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Chemioterapia e radioterapia per prevenire metastasi e recidive

Quando le donne con un tumore del seno subiscono un intervento chirurgico mirato alla rimozione del tumore, segue l’analisi istologica del tessuto per definire le terapie necessarie a ridurre il rischio che la malattia possa colpire altri organi (metastasi a distanza) e per prevenirne la ricomparsa. La chemioterapia può essere indicata dopo una valutazione personalizzata: se il tumore è positivo per i recettori degli estrogeni vengono utilizzati farmaci che bloccano gli estrogeni, come il tamoxifene per cinque anni dopo l'intervento; se è positivo, per i recettori HER-2/neu, viene prescritto il farmaco biologico (trastuzumab), che blocca tali recettori e impedisce al tumore di crescere. La radioterapia è talvolta combinata ai farmaci. Viene applicata per pochi minuti, cinque giorni la settimana, fino a cinque settimane di seguito.

Studi clinici

Negli studi clinici analizzati dai ricercatori texani la comparsa di recidive, nelle donne con cancro al seno sottoposte a cure, è stata correlata ad alcuni alimenti: l’assunzione eccessiva di carboidrati ha innalzato il rischio 5 volte, così come l’alcol e il consumo elevato di caffè (5 o più tazze al giorno). Il tè verde (3-5 tazze al giorno) e il consumo moderato di caffè (1-4 tazze al giorno) hanno, al contrario, diminuito il rischio.

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Una metanalisi su 761 soggetti, che ricevevano 20 mg di melatonina insieme alla chemioterapia o alla radiazione, documentava una riduzione. L’addestramento aerobico, combinato con quello di resistenza, contrastava fatica e dolore. In particolare veniva osservato che l’esercizio fisico modula la funzione immunitaria, l’infiammazione, il metabolismo, la produzione degli ormoni steroidei e degli antiossidanti endogeni, con risultati positivi sull’umore e sull’incidenza e la severità del linfoedema.

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