I ricercatori australiani hanno dimostrato che modificare il regime dietetico con la dieta Mediterranea e aumentare la quantità di frutta giornaliera può aiutare a ritardare l'insorgenza della malattia di Alzheimer. Una ricerca scientifica condotta su 77 persone con età media di 71 anni e pubblicata su 'Translational Psychiatry, si è resa necessaria per identificare nuove strategie di prevenzione facili, accessibili e indipendenti dalla terapia con i farmaci.

La dieta mediterranea ricca di frutta, verdura, cereali, pesce e olio d'oliva

Ricerche precedenti hanno evidenziato i benefici della dieta mediterranea per la memoria e il pensiero.

L'indagine australiana ha dimostrato una relazione tra l'accumulo di proteina nociva beta-amiloide nel cervello, il principale biomarcatore della malattia di Alzheimer, con l'adesione alla dieta Mediterranea.

L'Edith Cowan University di Joondalup in Australia, ha considerato 77 persone adulte al 51% uomini, con età maggiore di 60 anni e una media di 71,1 anni, indicate dallo studio AIBL sull'invecchiamento cognitivamente normale, ma a rischio di malattia di Alzheimer. Durante la prima fase della ricerca ai partecipanti, attraverso l'esame Pet, tomografia a emissione di positroni, è stato misurato a 18 e 36 mesi dall'inizio dello studio, l'accumulo di proteina nociva beta-amiloide celebrale, successivamente è stato testato con l'esame del sangue la presenza della variante genetica Apo A4, associata ad un'alto rischio di Azheimer.

Nell'ultima fase dell'indagine scientifica le persone hanno compilato un questionario sull'assunzione di nutrienti nei 12 mesi precedenti allo studio, per elaborare un punteggio compreso da zero a nove, sull'aderenza alla dieta Mediterranea.

I risultati hanno evidenziato che il 42% dei partecipanti mostrava un'allele genetico Apo A4 ad alto rischio di malattia di Alzheimer e dopo un'attenta indagine sugli indici di accumulo di proteina beta-amiloide celebrale, ogni aumento del punteggio di aderenza alla dieta Mediterranea di una unità, diminuiva del 20% l'accumulo del biomarcatore amiliode a un anno e del 60% a tre anni.

La valutazione dei singoli alimenti della dieta

Dall'analisi dei singoli cibi della dieta solo il consumo abbondante di frutta è stato associato all'accumulo decrescente di proteina beta-amiloide, molto probabilmente per l'elevata concentrazione di vitamina C e di composti flavonoidi, tanto che i ricercatori ritengono l'associazione della malattia di Alzheimer con la dieta mediterranea, in particolare con il consumo elevato di frutta, una scoperta sorprendente capace di posticipare l'età d'insorgenza nelle persone più a rischio.