Oggi, 12 luglio, Google celebra con un doodle Renè Favaloro, il padre del bypass aorto-coronarico che ha rivoluzionato la storia della medicina e salvato milioni di vite. Nato 96 anni fa a La Plata, il medico argentino di origini italiane nel maggio del 1967 fu il primo ad eseguire un intervento chirurgico per l'innesto di un bypass coronarico. L'operazione, oggi, è tra le più eseguite al mondo e ha salvato la vita a milioni di persone.

L'intervento che avrebbe cambiato la storia della chirurgia cardiovascolare, il 12 maggio 1967

Favaloro era figlio di un carpentiere e una sarta. I suoi nonni, di origine italiana, erano emigrati in Sud America lasciando le loro viti in Valdichiesa, una piccola località delle isole Eolie. A causa della perdita della loro attività furono costretti a cercare fortuna in Argentina e fu proprio la nonna a spingere René agli studi di Medicina.

Il giovane medico si laureò nel 1949 per poi intraprendere la specializzazione in chirurgia toracica-cardiovascolare. Cominciò la sua professione alla Cleveland Clinic in Ohio, negli USA, dove ottenne la stima dei colleghi e dove il 12 maggio 1967 eseguì il primo intervento di bypass per risolvere un'ostruzione ad un vaso sanguigno utilizzando un frammento di arteria. Favaloro divenne una star mondiale, conosciuto come un grande professionista e ricercatore e le città di Leni, Malfa e Santa Maria Salina lo insignirono della cittadinanza onoraria. Nel 1991, il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli consegnò il titolo di Grande Ufficiale dell'Ordine al merito.

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René Favaloro e l'impegno sociale

René Favaloro fu anche molto impegnato nel sociale. Negli anni Settanta fece ritorno in Argentina dove diede vita alla Fondazione Favaloro, dedita alla ricerca con studenti provenienti da tutto il mondo. Grazie alla collaborazione con altri istituti, la struttura permetteva di accedere alle operazioni anche ai pazienti meno abbienti. Nel 1984 fu anche componente del CONADEP, la commissione impegnata nella ricerca delle migliaia di desaparecidos durante la dittatura militare in Argentina.

Il medico fu molto conosciuto anche per le sue posizioni di apertura in riferimento ad alcuni argomenti molto dibattuti, come la legalizzazione dell'aborto ed il diritto di scelta della donna. In buona parte del Sud America, l'aborto è tuttora considerato una pratica illegale.

Favaloro morì suicida il 29 luglio del 2000. Sulle cause che hanno provocato il tragico gesto resta un alone di mistero, ma si suppone che si sia verificato per cause economiche.

Quell'anno, infatti, l'Argentina stava attraversando una grave crisi finanziaria che investì anche la Fondazione. Probabilmente a causa della situazione fortemente debitoria della sua associazione, il medico decise di togliersi la vita sparandosi al cuore quando aveva 77 anni.

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