L'assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha evidenziato l'urgenza di un approccio integrato tra sanità, ricerca e sorveglianza ambientale, concretizzando il modello “One Health”. Latronico ha sottolineato che la medicina non può più operare in un compartimento stagno, ma deve connettersi al mondo circostante per tutelare le comunità. Questo modello è cruciale: oltre il 60% delle malattie infettive umane ha origine animale, e si aggiungono minacce come l'antimicrobico-resistenza, i cambiamenti climatici e la correlazione tra inquinamento ambientale e tumori.
La Regione Basilicata risponde con il Registro Tumori (Crob) e il progetto LucAS, che mappa i rischi ecologici e la salute.
Il Progetto "Sintesi" per il Monitoraggio Aree SIN
Un'iniziativa chiave è il progetto “Sintesi”, la cui prima fase inizierà il 10 luglio nell'area del SIN (Sito di Interesse Nazionale) di Tito. In collaborazione con l’Azienda Sanitaria di Potenza, coinvolgerà circa 300 cittadini (40-60 anni, senza patologie croniche) selezionati come campione. Le attività di sorveglianza cardiovascolare si svolgeranno in una struttura dedicata a Tito. I partecipanti a Sintesi saranno sottoposti a un protocollo diagnostico: questionario su anamnesi e stili di vita; misurazione parametri clinici e antropometrici; prelievo di sangue; esame spirometrico.
Entro fine luglio, l’Azienda Sanitaria di Matera avvierà analoghe attività di monitoraggio nei siti industriali della Val Basento (Ferrandina e Pisticci).
Ricerca, Collaborazioni e Obiettivi di Salute Pubblica
L'impegno nella ricerca è rafforzato dalla collaborazione con il professor Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Health Research Organization di Philadelphia. Il progetto Sintesi, parte del programma “Salute, Ambiente, Biodiversità e Clima” e coordinato da AReSS Puglia, rappresenta una svolta metodologica per la salute pubblica e la tutela ambientale in Basilicata. L'obiettivo è studiare la correlazione tra fattori ambientali, diseguaglianze sociali e patologie cardiovascolari. Latronico ha invitato alla partecipazione attiva della comunità, ritenendola fondamentale per il successo del programma che unisce ricerca e prevenzione.