Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo piano di rientro del servizio sanitario della Regione Calabria nella seduta del 5 agosto 2026. Il documento, già esaminato positivamente dalla Conferenza Stato-Regioni e dalla struttura tecnica di monitoraggio paritetica, è stato presentato dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, in collaborazione con il ministro della Salute e con il parere del ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie.

Il piano programmatico definisce le strategie che la Regione Calabria intende adottare nel triennio 2026-2028 per affrontare le criticità ancora presenti nel servizio sanitario regionale.

L'obiettivo è in particolare il recupero dei deficit nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), soprattutto nell’area distrettuale e nella gestione economico-finanziaria.

Obiettivi e contenuti del piano triennale

L’obiettivo principale del Piano di rientro 2026-2028 è "consolidare i percorsi e i risultati raggiunti e, attraverso un processo di innovazione, migliorare i servizi per ricondurre il governo della sanità all’ordinario esercizio delle responsabilità regionali". Il documento, adottato dalla Giunta regionale su proposta del presidente Roberto Occhiuto, affronta vari aspetti tra cui assistenza, personale, contabilità e governance. Tra le misure previste figurano il rafforzamento della governance tramite Azienda Zero, il potenziamento del Sistema Informativo Sanitario Regionale e l’implementazione di strumenti di sanità digitale.

Dal punto di vista contabile, il piano evidenzia il completamento del recupero dell’arretrato contabile dal 2020, la regolare approvazione dei bilanci degli enti del Servizio sanitario regionale e il ritorno a un margine operativo positivo, con un utile di esercizio pari a 76,1 milioni di euro nel bilancio consolidato 2024. I ricavi netti sono cresciuti di circa 170 milioni di euro rispetto al 2023, mentre i costi operativi sono diminuiti di circa 116 milioni su base annua.

Strategie per il rafforzamento e la mobilità sanitaria

Il piano prevede anche la ridefinizione della rete ospedaliera e interventi sulle reti clinico-assistenziali esistenti. Un’attenzione particolare è riservata alla mobilità sanitaria, con strategie per ridurla tramite il potenziamento delle risorse umane, l’introduzione di tecnologie innovative come telemedicina e robotica, e una comunicazione efficace per incentivare i cittadini a usufruire dei servizi sanitari regionali.

Per quanto riguarda la mobilità passiva, il piano non prevede effetti economici positivi per il 2026, considerato anno di avvio delle azioni. Gli effetti attesi sono stimati a partire dal 2027, con un risparmio di 7 milioni di euro sulla mobilità passiva e un aumento di 0,5 milioni di euro sulla mobilità attiva, mentre a regime nel 2028 si prevede un risparmio di 14 milioni di euro e un incremento di 1 milione sulla mobilità attiva. Nel biennio 2027-2028, il decremento stimato dei costi di mobilità extra-regionale è di 22,5 milioni di euro.