Il primo caso umano di infezione da virus West Nile, noto come febbre del Nilo, è stato registrato in Abruzzo nel 2026. Un uomo di 85 anni è ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell'ospedale Mazzini di Teramo. Il paziente ha accusato febbre e dolori osteoarticolari; le sue condizioni sono buone e la sintomatologia è in rapida risoluzione, secondo i sanitari.

A seguito della conferma del contagio, il Servizio di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica (Siesp) ha avviato un'indagine epidemiologica. L'obiettivo è ricostruire gli spostamenti del paziente per individuare il luogo di esposizione alla zanzara 'Culex pipiens', vettore del virus.

Sono state prontamente predisposte le operazioni di disinfestazione, in accordo con le autorità competenti. Il sistema di sorveglianza provinciale, in sinergia con il Servizio Veterinario e l'Istituto Zooprofilattico Caporale di Teramo, monitora la situazione sul territorio.

Prevenzione e raccomandazioni

I vertici sanitari rassicurano la popolazione: l'infezione da West Nile risulta asintomatica nell'80% dei casi. Solo in meno dell'1% dei pazienti, soprattutto fragili o anziani, può evolvere in forme gravi. Per garantire massima prontezza clinica nella gestione di nuovi casi, è stato attivato uno specifico protocollo ospedaliero multidisciplinare. La Asl raccomanda a tutti i cittadini misure preventive basilari: uso di repellenti cutanei, abiti chiari e a maniche lunghe nelle ore serali, installazione di zanzariere ed eliminazione rigorosa di qualsiasi ristagno d'acqua domestico.

La diffusione del virus in Italia

A livello nazionale, il primo rapporto stagionale del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità ha confermato 84 casi di infezione da West Nile nell'uomo tra febbraio e il 28 luglio 2026. Si contano 2 decessi e 37 casi con forma neuro-invasiva. Il virus è stato rilevato in 47 province di 12 regioni, inclusa l'Abruzzo. L'andamento epidemiologico è in linea con quello del 2025. Il virus West Nile è ormai autoctono in Italia e viene trasmesso dalla zanzara comune. In rari casi può provocare complicanze come meningite o encefalite. La principale difesa è la protezione individuale dagli insetti: repellenti, abiti coprenti, zanzariere e riduzione delle acque stagnanti.