L'Umbria si conferma adempiente ai Livelli essenziali di assistenza (LEA) per il 2024, le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale eroga gratuitamente o con il pagamento di un ticket. L'analisi della Fondazione Gimbe, presentata a Perugia il 23 settembre 2026, ha indicato per la Regione un punteggio complessivo di 254 punti su un massimo di 300 nell'ambito del Nuovo sistema di garanzia. Questo risultato la colloca al settimo posto tra Regioni e Province autonome, confermando la sua classificazione di regione "adempiente".

Nonostante la conferma di adempienza, il dato complessivo del 2024 mostra un lieve peggioramento: il punteggio totale è diminuito di tre punti rispetto al 2023, con l'Umbria che ha perso tre posizioni nella graduatoria, pur conservando il settimo posto.

La valutazione si basa su 27 indicatori del Nuovo sistema di garanzia, ripartiti in tre aree: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera.

La performance dell'Umbria nelle aree chiave

Nel dettaglio, l'Umbria si colloca al settimo posto nell'area della prevenzione collettiva e sanità pubblica. Nelle altre due aree monitorate, la Regione è decima per l'assistenza distrettuale e decima per l'assistenza ospedaliera. Il punteggio totale di 254 punti deriva dalla somma dei risultati ottenuti nelle tre sezioni, legate a indicatori specifici dell'erogazione dei LEA.

Il Nuovo sistema di garanzia misura il rispetto degli adempimenti nelle componenti del servizio sanitario regionale.

La classificazione di adempienza dipende dal superamento delle soglie previste nelle aree di verifica. L'esito positivo per l'Umbria nel 2024 si inserisce nel monitoraggio nazionale dei Livelli essenziali di assistenza.

Il contesto nazionale dei Livelli essenziali di assistenza

A livello nazionale, nel 2024 le Regioni adempienti ai Livelli essenziali di assistenza sono salite da 13 a 18. Il monitoraggio evidenzia, tuttavia, criticità per Calabria, Provincia autonoma di Bolzano e Sicilia in specifiche aree assistenziali. La classifica generale mostra un persistente divario Nord-Sud: le prime dieci posizioni sono occupate prevalentemente da Regioni del Nord, mentre le realtà del Mezzogiorno prevalgono nelle posizioni finali.