Aosta, 4 settembre 2026 – La Valle d'Aosta registra per la prima volta la rilevazione del West Nile Virus in due esemplari di uccelli selvatici. Il ritrovamento, che riguarda specificamente un corvide e una ghiandaia, è avvenuto nel contesto delle approfondite attività di sorveglianza sanitaria condotte su tutto il territorio regionale. L'Azienda USL Valle d'Aosta, pur confermando la circolazione del virus nell'avifauna locale, ha prontamente invitato la popolazione a evitare qualsiasi forma di allarmismo.

È fondamentale sottolineare che il West Nile Virus non si trasmette normalmente da persona a persona attraverso il contatto diretto.

Gli uccelli selvatici fungono da principali serbatoi naturali del virus, mentre le zanzare sono riconosciute come i vettori primari della malattia. La trasmissione agli esseri umani, o ad altri animali, avviene prevalentemente tramite la puntura di zanzare infette, le quali hanno precedentemente acquisito il virus nutrendosi su volatili già contagiati. L'efficacia della sorveglianza attiva, che include analisi periodiche su esemplari di avifauna rinvenuti morti, è stata dimostrata proprio dalla capacità di intercettare tempestivamente la positività nei due animali.

Le misure attivate per la prevenzione e il controllo

A seguito della conferma di positività, la Struttura Complessa Igiene e Sanità pubblica dell'Azienda USL ha immediatamente attivato tutte le misure previste dal Piano Nazionale Arbovirosi.

Sono stati avviati confronti e collaborazioni con i Comuni interessati, con l'obiettivo di condividere le informazioni essenziali e di valutare congiuntamente le più appropriate misure di prevenzione e controllo. Questa strategia tiene conto anche del comportamento degli uccelli coinvolti, che, sebbene stanziali, possono avere un raggio di spostamento di alcuni chilometri, rendendo necessaria una risposta coordinata e capillare.

Le azioni programmate si articolano su tre ambiti principali per garantire una copertura completa. Il primo riguarda interventi di disinfestazione e attività larvicida nelle aree a rischio, mirati a ridurre la popolazione di zanzare vettrici. Il secondo prevede l'invio di un'informativa dettagliata a tutti i medici operanti nella regione, inclusi i professionisti ospedalieri, i medici di famiglia e i pediatri, per sensibilizzarli e fornire linee guida aggiornate.

Il terzo ambito comprende la comunicazione al Centro trasfusionale, dove sono già state avviate indagini supplettive sul sangue raccolto per monitorare eventuali rischi. Inoltre, in collaborazione con il Celva, sarà diffuso un opuscolo informativo specifico su come difendersi efficacemente dalle punture di zanzare.

Approfondimenti veterinari ed entomologici

Sul fronte veterinario, in stretta applicazione delle disposizioni del Piano regionale per la sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu, sono state pianificate e avviate attività di approfondimento epidemiologico nell'area direttamente interessata dai ritrovamenti. Il programma comprende il campionamento entomologico con il posizionamento di trappole per la cattura delle zanzare e visite cliniche sugli equidi presenti nel raggio.