I medici di famiglia aderenti allo Snami in Sardegna si dichiarano pronti allo sciopero, contestando duramente alla Regione la gestione delle cure territoriali. La posizione, diffusa a Cagliari il 10 settembre 2026 alle 18:07, evidenzia gravi criticità nell’organizzazione della medicina di famiglia, della continuità assistenziale (ex guardia medica) e del servizio 118. Il sindacato concentra la protesta sulla mancanza di regia e chiarezza nella sanità territoriale, richiamando una situazione già segnata da una preoccupante carenza di medici.
Nel documento sindacale, la scarsità di professionisti viene direttamente collegata alla condizione di migliaia di pazienti che, secondo lo Snami, ricevono assistenza attraverso soluzioni non sempre coerenti con gli obiettivi prefissati.
La nota sottolinea come non siano ancora stati definiti i compiti specifici dei medici all’interno delle Case di Comunità, né l’impostazione regionale riguardo alla volontarietà o all’obbligatorietà della partecipazione dei professionisti. Lo Snami avverte che l’introduzione dell’obbligatorietà rischierebbe di ridurre ulteriormente il personale già insufficiente del comparto.
Le criticità sollevate dai medici di famiglia
Tra i punti cruciali sollevati dai medici rientra anche il futuro degli Ambulatori straordinari di continuità territoriale (Ascot). Il sindacato chiede chiarezza sull’eventuale soppressione di queste strutture e, in caso contrario, sul loro potenziamento attraverso l’implementazione di gestionali di studio e l’assegnazione di personale di segreteria.
La stessa nota pone l’accento sulla necessità di definire l’eventuale sostituzione delle Ascot qualora venissero cancellate, e sulla fondamentale deburocratizzazione del lavoro quotidiano dei medici di medicina generale.
La delegazione trattante Air dello Snami Sardegna, composta da Domenico Salvago, Edoardo De Pau, Flavio Busonera, Loredana Angioni, Stefano Fenu e Carlo Ferrara, ha dichiarato di aver ricevuto il mandato dagli iscritti per avviare azioni e manifestazioni in Regione. Tra le iniziative indicate figura anche uno sciopero dedicato, che potrebbe essere anche prolungato, per porre fine a quella che viene definita una condizione di precaria assistenza sanitaria territoriale, priva di una regia condivisa in Sardegna.
Il quadro delle mobilitazioni nella medicina territoriale
Il settore della medicina generale è stato recentemente interessato da altre mobilitazioni. Un esempio è lo sciopero di 48 ore, fissato per il 30 e 31 luglio 2026, che ha coinvolto i medici di assistenza primaria dell’Asp di Ragusa. In quell’occasione, la protesta era stata proclamata dalle organizzazioni Fm.