La Settimana dell’accoglienza 2026, promossa dal Coordinamento nazionale comunità accoglienti del Trentino-Alto Adige, ha preso il via il 25 settembre 2026 a Trento. L'evento si è svolto presso il Polo culturale diocesano Vigilianum, inaugurato da una conferenza incentrata sul tema “Sicurezze: vivere la comunità”. Durante l'incontro, è stato presentato un significativo rapporto sulle sicurezze in Trentino, che ha analizzato diverse aree cruciali per il benessere dei cittadini: dalla sanità al lavoro, dall'abitazione al sistema carcerario, fino alla criminalità e alla povertà.

Un dato particolarmente rilevante emerso dal rapporto, e che ha dato il titolo all'analisi, riguarda la rinuncia agli accertamenti medici. Si stima che il 4,6% della popolazione trentina non acceda a esami e accertamenti diagnostici. La percentuale aumenta ulteriormente, raggiungendo il 7,4%, quando si considerano le visite specialistiche. Il documento ha evidenziato che questi numeri si traducono in circa 40.000 cittadini e 17.000 famiglie che, di fatto, rinunciano a curarsi. Per almeno un quarto di questi casi, la motivazione principale è attribuibile ai costi eccessivi delle prestazioni. La spesa media annua pro capite per la sanità in Trentino è stimata intorno agli 800 euro, di cui circa 603 euro sono destinati specificamente a visite ed esami.

Sanità e criticità nelle liste d’attesa

Il rapporto ha inoltre messo in luce un notevole incremento della spesa sanitaria privata, che negli ultimi dieci anni è cresciuta del 40%, posizionando il Trentino tra le regioni con i valori più elevati a livello nazionale. Un altro aspetto critico evidenziato è il peggioramento delle liste d’attesa provinciali, con dati aggiornati a giugno 2026. Per quanto concerne le prime visite, solo il 54,7% delle prestazioni viene erogato entro i tempi previsti, registrando una variazione negativa di 8,4 punti percentuali. Per gli esami diagnostici, la percentuale di prestazioni effettuate nei tempi stabiliti si attesta al 77%.

In un contesto più ampio del quadro sanitario provinciale, è stato ricordato che già il 20 febbraio 2026 erano stati diffusi dati simili riguardo alla rinuncia alle prestazioni.

In quella precedente comunicazione, i valori erano identici: il 7,4% per le visite specialistiche e il 4,6% per gli esami e gli accertamenti strumentali. Tuttavia, in quell'occasione, erano state fornite anche le medie nazionali di confronto, che si attestavano al 10,0% per le visite specialistiche e al 6,2% per esami e accertamenti, suggerendo una migliore performance del Trentino. Inoltre, il Trentino-Alto Adige aveva registrato un indice di esclusione sanitaria 2025 pari a 94,4, collocandosi nella fascia a bassa esclusione sanitaria. Questo indice composito tiene conto di diversi fattori, tra cui l'accesso ai servizi, la rinuncia alle prestazioni, la dotazione di personale, le tecnologie disponibili e l'assistenza territoriale, offrendo una visione complessiva del sistema.

Per quanto riguarda il sistema di prenotazione CUP, la comunicazione di febbraio aveva già illustrato una serie di interventi organizzativi e tecnologici. Questi erano stati implementati in relazione al nuovo gestionale e alle nuove codifiche del nomenclatore tariffario. Tra le azioni intraprese figuravano l'incremento degli operatori dedicati, il rafforzamento delle fasce orarie di maggiore afflusso e l'introduzione di programmi di affiancamento per il personale.