Una ricerca condotta dal Dipartimento Dipendenze Patologiche della Asl di Taranto ha rivelato significative criticità psicofisiche tra le donne detenute negli istituti di Taranto, Lecce e Trani. Lo studio, intitolato “Il corpo della donna e il carcere”, è stato presentato nell’ambito del progetto “Donne che contano i giorni” e ha coinvolto volontariamente 64 detenute, con un’età compresa tra i 25 e i 71 anni.
I dati emersi dalla ricerca sono allarmanti: il 95% delle partecipanti dichiara di sentirsi talvolta triste, mentre il 65% si percepisce depressa.
Un dato particolarmente preoccupante è che il 25% delle donne intervistate ha riferito di essersi deliberatamente autolesionata durante il periodo di detenzione. La ricerca pone l'attenzione sul complesso rapporto tra la condizione di reclusione, il corpo e la salute, sia fisica che mentale, delle donne all'interno delle strutture carcerarie pugliesi.
Impatto della detenzione su maternità e salute fisica
Lo studio evidenzia come l’85% delle detenute coinvolte sia madre. La stessa percentuale ha segnalato di aver riscontrato cambiamenti nel proprio corpo durante la detenzione, manifestatisi principalmente attraverso variazioni di peso, irregolarità del ciclo mestruale e disturbi gastrointestinali.
Inoltre, il 70% delle donne ha dichiarato di avere malattie diagnosticate, sottolineando un quadro sanitario già compromesso.
Le criticità si accentuano tra le donne con problematiche legate al consumo di sostanze. In questo gruppo, il 100% ha riferito difficoltà ad addormentarsi, l’85% assume regolarmente farmaci prescritti e il 42% ha raccontato episodi di autolesionismo durante l’ultima detenzione. Un ulteriore 42% ha riferito di aver subito esperienze traumatiche legate al sesso, delineando un contesto di vulnerabilità ancora maggiore.
Iniziative di prevenzione e screening oncologici
Per affrontare queste problematiche, è stata avviata l’iniziativa “Vis à vis. Promozione e prevenzione integrata della salute nella popolazione femminile detenuta”, in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto.
Il programma prevede una serie di interventi mirati su stili di vita, dipendenze, comportamenti a rischio, malattie croniche e infettive, oltre a campagne di vaccinazione e screening oncologici.
Nell’ambito di questo percorso di prevenzione, 25 detenute sono state sottoposte a Pap test. In quattro di questi casi sono state riscontrate alterazioni già classificate ad alto rischio, e tre di queste riguardavano donne con un Disturbo da Uso di Sostanze. Questa attività sanitaria si inserisce in un più ampio quadro di iniziative dedicate alla salute femminile detenuta, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita e il benessere delle donne in carcere.