A Firenze, il 14 ottobre 2026, una survey di Fiaso (Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere) ha rivelato che quasi 300.000 persone in Toscana convivono con il diabete di tipo 2. La Federazione ha descritto il sistema sanitario toscano come “pronto a rispondere con efficacia ed efficienza ai bisogni dei pazienti”. Questa analisi è stata presentata come ultima tappa del progetto nazionale "La readiness del sistema sanitario nella gestione del diabete di tipo 2", promosso da Fiaso con il supporto di Lilly e Roche Diabetes Care.

Il quadro regionale toscano, con una popolazione di 3.659.222 abitanti, registra circa 257.693 casi diagnosticati di diabete, con una prevalenza del 6% della popolazione.

Oltre il 90% di questi rientra nel diabete di tipo 2. Considerando anche i casi non ancora diagnosticati, il dato complessivo sale a quasi 300.000 residenti nella regione.

Eccellenze e Innovazioni nella Rete Sanitaria Toscana

La survey ha evidenziato un sistema regionale con ambiti di eccellenza, in particolare nell’assistenza al piede diabetico, e un marcato orientamento all'innovazione. Tra gli elementi positivi figurano l'accesso a terapie innovative con obiettivi cardio-nefro-metabolici, l'adozione di dispositivi per il monitoraggio continuo della glicemia e significative esperienze di telemedicina e telemonitoraggio. Questi aspetti sono correlati alla capacità del sistema di gestire efficacemente i bisogni delle persone con diabete di tipo 2 e di integrarle in percorsi di presa in carico.

Le sette interviste hanno delineato il profilo di una Toscana con solide basi programmatiche, cliniche e informative. Il modello assistenziale include una gestione integrata formalizzata, una rete diabetologica strutturata e strumenti regionali di monitoraggio. Cruciale è la partecipazione attiva del paziente: Cristiana Maria Baggiore, direttrice della struttura operativa complessa di diabetologia, endocrinologia e malattie metaboliche dell’Azienda Usl Toscana Centro, ha ribadito l'importanza di “una consapevolezza e una partecipazione attiva del paziente alla cura”, fondamentali per l'efficacia terapeutica.